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PD E LA PIAZZA

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di Giuseppe Augieri
La piazza c’è. Non so se davvero fossero 50.000; non so se è vero che per riempirla c’è stato bisogno del soccorso rosso della CGIL; non so quante di quelle persone fossero militanti del M5S. Sta di fatto che Piazza del Popolo era piena. La squadra di Elly esulta. Perché il popolo c’è.
Il claim della manifestazione era il più generico possibile: “Per un futuro più giusto – l’alternativa c’è”. L’unico collante della piazza, dunque, si è detto sarebbe stata l’opposizione al governo di Giorgia Meloni. Io non lo credevo possibile: ho scritto recentemente “Si può fare”. L’occasione, eccezionale, per me andava colta.
Avevo scritto che non è vero che Schlein non avesse un’idea chiara di cosa fare. Il 3 ottobre, in un mio post, rimarcavo come la linea indicata da Schlein non era una linea, come si diceva quasi per sfregio, dettata da altri. Era l’indicazione precisa di cosa si proponeva al PD in termini di percorso e di obiettivi. Sinceramente, entrambi a me estranei. E ho precisato il perché.
Nessuna di quelle proposte mi sembra sia stata chiaramente ribadita. O aggiornata. Non si è visto passare alcun messaggio propositivo al di là dell’annusarsi tra i protagonisti di un “campo largo” che per ora resta nell’immaginario e basta.
La piazza sembra aver gradito la presenza di Conte che dichiara “Siamo autonomi, ma insieme contro le politiche del governo”. Si, e dopo?.
Bonaccini sembra rispondergli e dichiara: “Senza il Pd è impossibile costruire un nuovo centrosinistra e tornare a governare l’Italia”. Bene e sono anche d’accordo: ed allora?
Zingaretti invece pone il problema dei tempi: parla di processo politico da costruire per cui «non dobbiamo avere fretta» poiché la destra, per Schlein, “ha numeri solidissimi in Parlamento”. E, nel libro di Vespa uscito in questi giorni, aveva dichiarato: “Io e Meloni avversarie leali. L’obiettivo è il 2027”. Ed allora le barricate, invece di tentare anche piccole modifiche, a che servono?
Boccia spiega che Piazza del Popolo è luogo di costruzione di un’alternativa a partire dalla giustizia sociale. Si, ma verso cosa?
Insomma si è solo saggiato un terreno che però è rimasto ancora inesplorato.
La piazza è piena. Il popolo c’è. O ci sarebbe. E nient’altro?

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  • Redazione

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