
L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel quartier generale di Hamas a Gaza City, vicino all’ospedale Shifa.
Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui sono stati “uccisi 50 terroristi”. L’operazione nel quartiere generale, “cuore delle attività di intelligence e operative di Hamas”, è avvenuta con il supporto dell’aviazione e delle forze speciali. “In quel quartiere generale – ha proseguito il portavoce – sono stati ideati e preparati gli operativi di Hamas per l’attacco omicida del 7 ottobre”.
L’esercito israeliano puntualizza che non ci sarà “alcun cessate il fuoco” a Gaza, dopo la Casa Bianca ha annunciato che ci saranno pause di quattro ore nei combattimenti nelle aree settentrionali della Striscia. “Non c’è alcun cessate il fuoco”, ha fatto sapere un portavoce militare israeliano su X. “Ci saranno pause tattiche e locali per gli aiuti umanitari ai civili di Gaza”. In contemporanea, anche l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto notare che “i combattimenti continuano e che non ci sarà alcun cessate il fuoco senza il rilascio degli ostaggi”.
Nel frattempo l’Anp ha detto all’amministrazione Biden di essere aperta a un ruolo di governance a Gaza nel dopo-Hamas se gli Stati Uniti si impegnano a una soluzione a due Stati per mettere fine al conflitto israelo-palestinese.
Lo ha detto il segretario generale dell’Anp Hussein al-Sheikh in un’intervista al New York Times, nella quale ha riferito che l’autorità palestinese cerca una “seria iniziativa americana che costringa al rispetto Israele. L’attuale amministrazione Usa è in grado di farlo”. Il segretario generale ha quindi messo in evidenza la necessità di “un impegno da parte dell’amministrazione americana con una decisione politica ampia che inclusa Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est”.





