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IL PREMIERATO “A LA CARTE” DELLA MELONI

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di Bruno Chiavazzo

Come diceva la buonanima di Andreotti “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”, ed è esattamente quello che penso a proposito della riforma costituzionale proposta dalla Meloni. A parte il fatto che con due guerre in corso, alluvioni, frane e ponti frantumati, in questo disgraziato Paese si parli di premierato, di governi di legislatura (e tutto il resto appresso dell’armamentario retorico politico quando si vuole far parlare d’altro), dà di per se il senso politico di questa maggioranza. Ho la netta sensazione che sia il classico caso di “distrazione di massa” per sviare l’attenzione dalle continue gaffe che la presidente del Consiglio e i suoi cosiddetti ministri inanellano a getto continuo. La telefonata farlocca del presidente di commissione africano è stata solo l’ultimo esempio dell’inadeguatezza tecnico-politica a governare un Paese che, nonostante tutto, ancora ha un peso economico a livello mondiale. Ve l’immaginate Mario Draghi che rispondeva al telefono di uno sconosciuto “presidente” africano che chiama al centralino di Palazzo Chigi? Non esiste perchè Mario Draghi li conosce tutti quelli che contano a livello mondiale e se proprio vogliono parlare l’avrebbero chiamato senza filtri. Ma, lasciamo stare, da quello che si capisce la “madre di tutte le riforme” come l’ha definita Meloni, sembra un vestito tagliato su misura per lei. E se poi non vince le elezioni? Che succede? Voglio solo ricordare che solo qualche anno fa con la riforma in oggetto, avrebbe vinto Beppe Grillo e i suoi desperados e avremmo avuto per cinque anni un presidente del Consiglio la cui linea politica era il “vaffanculo” a tutto e a tutti. E, ancora prima, ci saremmo ritrovati con Matteo Salvini a capo del governo che forse sarebbe stato anche peggio! Non credo che se ne farà nulla e, comunque, l’ipotesi dovrebbe passare al vaglio di un referendum che gli italiani, menefreghisti quanto volete, ma non fessi, non farebbero passare mai. Renzi docet: anche lui pensava che poteva trasformare la Repubblica in una sorta di monarchia “de noantri”, perchè i sondaggi lo davano vittorioso. Non è andata così e oggi Renzi campa con le consulenze dell’amico sceicco dell’Arabia Saudita e sta sulle palle al 98% degli italiani che quando lo vedono cambiano canale. Occhio Giorgia, lo sport più praticato dagli italiani non è il calcio, ma innalzare qualcuno sugli altari e poi godere come ricci nel farlo cadere.

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  • Redazione

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