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GIOCHI FINANZIARI SPERICOLATI NEL SINAI

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“Bene, sai una cosa? Sono una persona cattiva e sono incazzato, ma è in corso una tempesta di merda qui tesoro, tu non hai idea di che razza di porcherie stanno facendo e la gente va in giro come se fosse in un cazzo di video di Enya”. (Mark Baum, La grande scommessa).

Questa era la significativa frase di riferimento a pagina 3 del libro di Ernesto Preatoni dal titolo: “Non regalatemi una banca” (Rubettino). Dopo 5 anni dalla pubblicazione, allo stato dei fatti, oggi cambia obbiettivo per indicare; meglio un grande villaggio …..con speciale riferimento al Domina Coral Bay di Sharm in Egitto.

Quando ha pubblicato – ottobre 2017 – il suo libro Ernesto Preatoni ha tenuto a mettere in apertura a pagina 3 in grande evidenza, a tutta pagina, la frase sopra trascritta di Mark Baum, volendo così inviare ai lettori una chiave e una bussola di lettura sui suoi intenti di progetti di future operazioni di borsa.

La tempesta in corso, ricordata come simbolo nel libro, riguardava la Lehman Brothers, analizzata da tale Michael Berry.

Ma chi è Michael Berry ?

Michael Berry è il personaggio che ha saputo sfruttare in modo freddo e cinico la grande crisi immobiliare internazionale del 2007/8 con a capo il fallimento della grande banca americana Lehman Brothers, guadagnando così dal fallimento che ha messo in totale disperazione milioni di americani proprietari di case, i quali hanno pagato sulla loro pelle un sistema finanziario a dir poco folle e spregiudicato.

Il tutto in uno scenario dove la crisi fu gestita e costruita per arare un terreno fertile solo per i raider: speculatori che su questo ci giocarono “la grande scommessa “ .

A consuntivo oggi si può ben dire che questi “avvoltoi” trassero dei risultati di guadagno talmente alti da essere fuori da ogni fantasia, tanto che il principale regista definì la cifra indicibile: si pensi che per i “cosiddetti minori” la percentuale più bassa di guadagno fu del 489%.

Su questa operazione Michael Lewis scrisse nel 2016 un libro edito in Italia da Rizzoli sul come scommettere contro il sistema e guadagnarci.

Dal libro si trasse in seguito il film: “La grande scommessa”, che ottenne successo e un Oscar .

Oggi quel testo viene usato per fare formazione e meglio capire i meccanismi finanziari, ma si può ben dire, osservando e approfondendo il libro di Preatoni, che tra i raider di Borsa e in tutti quelli che hanno la missione malthusiana di costruire orizzonti e arare terreni per inseguire la filosofia della “Grande Scommessa” che ha progressivamente fatto proseliti e ha fatto crescere “il tarlo del rincorrere il record”. Record da superare a partire da quello, indicato nel libro, di chi l’Ernesto considerava suo maestro di vita.

Tutto questo non badando a principi etici o delle semplici regole ma cinicamente come punto da raggiungere nell’ultimo chilometro.

La frase storica, bandiera del cinismo – sopra citata – che si trova all’inizio del libro si rivolge come un patto sottobanco e una sfida ai giornalisti che hanno penna e bocca impastata, così come alle istituzioni tutte che rinunciano a loro ruolo di vera verifica sul campo .

Quelli che osservano e si pongono con l’ambizione di scrivere e descrivere fatti, in piena lealtà in primis con le istituzioni di Borsa e quelle civili tutte, con il dovuto distacco professionale che si impone il dover osservare i fatti che avvengono anche in un’area di crisi geopolitica tremenda ai confini con l’Egitto, dove per tutti resta il dovere di non far correre avventure. Alla lettura di certe tracotanze resta solo il dovere di registrarle pur restando frastornati da operazioni di simile superficialità .

Trasparenza e senso di responsabilità devono, nonostante tutto e tutti, restare la bussola che indica prioritariamente il rispetto civile di leggi e regole consolidate .

Il senatore Elio Lannutti, da vecchio e autorevole fondatore dell’Adusbef, ha sempre rimarcato l’azione collettiva ispirata dalla sua organizzazione che è sempre stata un riferimento storico di fronte a molte iniziative, anche un poco barbare, di molti imprenditori, anche italiani, i quali si affacciano all’estero con l’inclinazione di costruire enclavi speculative come se questo fosse naturale e possibile costruendo uno stato nello stato irrispettoso.

Ecco il punto!

La “galassia” Preatoni è pronta dal 2022 al debutto alla Borsa di Parigi.

La trasparenza, proprio per questo motivo, viene invocata dai proprietari del Coral bay che sono in agitazione e non intendono passivamente subire avventure in Borsa che possano mettere a rischio i loro beni e contemporaneamente farebbero correre rischi anche alle istituzioni egiziane.

Nel Coral bay si è sviluppata una protesta.

Queste sono basi – ha sostenuto con forza il rappresentante Alessio Farinella – su cui proprietari e istituzioni possono avere un comune e reciproco interesse a sedere sulla stessa sponda del fiume al fine di tutelarsi reciprocamente da eventuali avventure avendo la consapevolezza della delicatezza anche di questa area geopolitica.

Mettere al centro del ragionamento questo argomento serve a definire la differenza di filosofia politica tra Preatoni Group e le posizione ferme del residente egiziano Abdel fattah al-sisi, in un contesto drammatico che vede Israele fare pressioni sull’Egitto per trasferire nel Sinai 2,5 milioni di palestinesi.

Discorso semplice e realistico perché nessuna banca d’affari nel mondo accetterà mai il gioco di andare in Borsa a Parigi con la nuda proprietà .

Forse è più saggio rinviare l’azzardo del confronto con “la grande scommessa “.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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