Home Opinioni LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’EUI SULLA FESTA DI NATALE

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL’EUI SULLA FESTA DI NATALE

0

Chiarissimo Professor Dehousse
Leggo dell’ illuminata iniziativa, Sua e del suo corpo docente, per la nuova intitolatura della festa del Natale nella Sua Università, allo scopo di promuovere l’integrazione, superare le differenze e rimuovere gli elementi divisivi. Essa è senz’altro in linea col sentire dei Grandi, oramai anche nella Chiesa, per creare quella società omogenea, compatta, solidale, fraterna e senz’anima che tutti sembrano considerare la panacea di ogni male, anche se non si capisce bene perché.
Mi chiedo: abbiamo bisogno di questa Sua illuminazione sulle feste natalizie? Non bastano quelle dell’albero e del presepe? O forse rimuoverà anche quelle? Mi meraviglierei in verità che fossero mai state esposte, di solito nelle Università non se ne fanno. Ma se nella sua sono state fatte e ora, a seguito di certe reazioni, Ella si è determinato a rimuovere esse e la ragione per cui vengono fatte, io mi preoccuperei più delle motivazioni di questo fanatismo iconoclasta che delle modalità per esorcizzarlo. Se poi non sono state mai messe, perché sente il bisogno di rinominare una festa che sta sul calendario, sul quale Lei non ha potere legale o religioso e nella quale in ogni caso l’Università rimarrà chiusa? La logica vorrebbe che chi non vuol festeggiare lavori o sia triste, se proprio deve starsene a casa, ma non che la festa venga espropriata a chi, da millenni e ancora in maggioranza, si riconosce in essa e ne trae ragione di speranza, di fede, di conforto, di gioia. E forse anche di interrogarsi sulla reale esistenza di un Dio che si fa Carne per essere accanto, in povertà e nascondimento, a ogni uomo, compreso chi si affanna ad espellerlo dalla memoria collettiva, rubandogli il compleanno per andare a sciare senza nemmeno fargli gli auguri.
Lei pensa che questa festa non sia inclusiva? E cosa pensa di tutti quei cristiani che, pur non mettendo mai piede in una chiesa, la vogliono festeggiare? Li considera rinnegati o inclusi? Non le sembra che una festa religiosa in cui tutti si riconoscono, sebbene non la festeggino religiosamente, sia già di per sé abbastanza inclusiva? O vuole escludere proprio quelli che quel giorno festeggeranno in una chiesa, così che si debbano nascondere dietro la forma politicamente corretta di una definizione asettica, tipo quelle della vecchia URSS che, un poco come Lei, volle conservare le feste ma non le loro matrici? Si legge che la pluralità etnica dei frequentanti i corsi del Suo ateneo sia controindicata per il festeggiamento natalizio. Mi domando: conosce un popolo dove non ci sono cristiani? Forse sarebbe corretto dire che i frequentanti hanno più religioni o non ne hanno nessuna. Mi domando: questo vieta loro in coscienza di festeggiare una ricorrenza di una religione che non è la propria? Hanno fatto cortei, hanno sbandierato richieste, hanno urlato slogan? Hanno chiesto chiassosamente di studiare a Natale, di fare esami a Santo Stefano? Penso di no. Hanno chiesto di ridenominare la festività, per una idiosincrasia per il nome di Cristo? Suscita in loro l’orticaria? Hanno febbre o pustole? Anche su questo ho dei dubbi. Come ho dei dubbi sul fatto che Lei avrebbe piacere di far festeggiare in Ateneo le solennità islamiche, buddhiste, confuciane, ebree, taoiste. Spero di non aver dimenticato nessuna religione di quelle praticate nell’Ateneo. Del resto, se Lei è contrario alle feste della maggioranza, colpevole evidentemente di essere tale, come potrebbe essere favorevole a quelle delle minoranze? Ragion per cui, come dicevo all’inizio, a Lei non sembra interessare l’amalgama, ma la omogeneizzazione, non l’integrazione, ma l’esclusione dalla realtà di quello che non rientra nei suoi schemi di pensiero.
Certo è triste leggere di chi vuol depennare il Natale per il politicamente corretto, mentre centinaia di milioni di cristiani sono perseguitati nel mondo solo per la loro fede. Magari ci sono studenti che vengono da quei paesi nella sua Università, che speravano di trovare comprensione per la loro condizione d’origine, mentre la reincontrano sotto le mentite spoglie di una intolleranza che non uccide, ma silenzia. Considerando poi come funzionano certi modelli statuali e sociali di integrazione fondati sullo schema operativo che Lei sta adottando, c’è davvero da sperare che siano abbandonati ovunque. Penso al suo Belgio, accogliente, scettico, laico, tollerante sino all’estremo, dove si sono radicati persino i wahabiti. Di certo là non si muore di dolore vedendo un Crocifisso o un Bambinello, se si è musulmani o sikh, ma in compenso un cristiano o un ateo possono facilmente essere accoltellati da un fanatico, a cui forse molto si perdona perché ha una carta di identità di uno stato laico e del quale non si menzionerà in cronaca nemmeno la religione per non offendere chi, pur professandola, non si è messo la cintura esplosiva.
Non penso che le mie riflessioni scalfiranno le Sue convinzioni e quelle dei suoi collaboratori. Probabilmente esse sono condivisibili per alcuni, mentre la volenterosa acquiescenza di coloro che Le diranno di sì, così come fino ad ora hanno festeggiato attorno ai presepi, non lo sarà affatto. Il conformismo in passato ha ucciso i corpi – la Vittima più illustre nacque proprio a Natale – e oggi si accontenta di uccidere le coscienze. Domani, chissà. Forse, quando si accorgerà che la Sua inclusione sopprime l’anima dei popoli e attutisce in esso il messaggio del Festeggiato da espellere dalle mura della Sua Università, come le Beatitudini, il Perdono, l’Amore del prossimo, capirà l’errore che sta compiendo e la responsabilità che si prende dinanzi alla storia e a Dio. Il quale, se davvero non è nato a Natale, forse ora desidera farlo.
Cordiali saluti
Vito Sibilio

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui