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LA FOTO DEL TERRORE

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di Bruno Chiavazzo
Se ce ne fosse stato ancora bisogno, Hamas ha diffuso ieri questa foto per dire alle anime belle occidentali chi sono e cosa vogliono. Sotto gli sguardi truci di Khomeini e dell’attuale ayatollah capo iraniano, i tre seduti in una specie di soggiorno, sono il capo di Hamas, dello Jihad Islamico e di Hezbollah, che parlano amabilmente, come se stessero prendendo il tè delle cinque, di come distruggere Israele e tutti gli ebrei.
D’altra parte è il loro obiettivo, come indicato nelle loro “costituzioni”, quello di annientare non solo lo stato d’Israele, ma anche “tutti gli ebrei del mondo”. La stessa cosa indicata da Hitler nel suo “Mein Kampf” ottanta anni fa.
Alla combriccola del terrore si è aggiunto anche il turco Erdogan che ieri ha detto, in pompa magna al suo parlamento, che i terroristi di Hamas che hanno fatto strage in Israele lo scorso 7 ottobre: “sono dei liberatori del popolo palestinese”. E così il cerchio si chiude.
La cosa incredibile è che il dittatore Erdogan, come ebbe a definirlo senza fronzoli Mario Draghi, è parte integrante della Nato, il suo esercito e i suoi “servizi” sono a conoscenza di tutto quello che l’Occidente ha in termini militari e di intelligence. Erdogan è lo stesso che ha vietato nel suo paese di parlare di genocidio degli armeni, pena l’arresto immediato. E, per chi non lo sapesse, i turchi tra il 1915 e 1919 hanno sterminato più di un milione e mezzo di armeni “colpevoli” solo di essere cristiani.
La domanda è: può ancora la Nato mantenere al suo interno uno che paragona i macellai di Hamas alla resistenza in Europa contro Hitler? E’ questo a cui dovrebbero pensare quelli che manifestano per le strade di Roma, Parigi e Bruxelles (dove l’altro giorno un seguace di Hamas ha sparato a sangue freddo con un kalashnikov contro due cittadini svedesi), con cartelli che inneggiano agli squartatori di bambini ebrei.
Hamas, Hezbollah e, soprattutto, la teocrazia iraniana tutto vogliono tranne che il processo di pace in Palestina vada avanti sulla strada di “due popoli e due stati”. A loro, come ad Erdogan e anche a Putin, fa comodo mantenere una situazione di guerra permanente nel Medio Oriente, perchè solo così possono perpetuare i loro regimi liberticidi nel nome del popolo palestinese, in gran parte favorevole alla pace con Israele, ma che continua a morire per colpa di questi avventurieri senza scrupoli morali o di fede religiosa.

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  • Redazione

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