Home Opinioni L’AMMUTINAMENTO DEI BUROCRATI EUROPEI È IL DISASTRO DEGLI OTTIMATI

L’AMMUTINAMENTO DEI BUROCRATI EUROPEI È IL DISASTRO DEGLI OTTIMATI

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Il disastro politico europeo degli “ottimati cooptati “ che giocano per conto del mondo della finanza internazionale senza un rapporto con le regole della democrazia diretta è constatato dai drammatici risultati di una casta piramidale da licenziare con priorità assoluta.

Il fatto eclatante è che 850 funzionari dell’Unione Europea hanno firmato spudoratamente un documento di ammutinamento: un fatto inaudito.

Oggi più che mai serve fare il punto con estrema chiarezza sullo scenario politico in Europa, dove lo spettacolo – o meglio l’avanspettacolo – offusca i fondamentali della cultura politica.

In politica il gioco degli auspici vale fino ad un certo punto. Gli auspici rappresentano un percorso giustificativo, l’alibi issato sulla bandiera di un esaltazione di impotenza conclamata .

Ora più che mai serve una saggia reazione.

Serve darsi regole politiche e comportamenti uniformi sul piano diplomatico, cioè sulla cultura di una diplomazia consapevole come strumento della politica: gli accordi internazionali così divengono strumenti essenziali di assoluta sacralità da difendere ovunque e comunque.

Un secondo cardine politico istituzionale riguarda il riconoscimento sacrale delle frontiere come elemento di stabilità permanente, senza se e senza ma .

L’immigrazione deve avere regole precise e le eccezioni umanitarie devono essere governate preventivamente dalle autorità di governo, dove il diritto di chi opera con modalità di clandestinità deve sapere preventivamente che non esiste uno strumento come la difesa oggi vigente attraverso “il patrocinio gratuito”: furbizia ideologica che ha solo l’obbiettivo di disarmare le forze di polizia preposte al loro naturale ruolo professionale .

Così come serve un’azione di prevenzione che opera sul campo degli aiuti di stimolo e sviluppo nelle aree più disagiate, finalizzata ad individuare indicazioni e progetti di gestione e sviluppo delle risorse disponibili sui territori .

Per essere concreti, la terribile esperienza Ucraina ha visto la Merkel dare “una lettura folle degli accordi di Minsk. Merkel dichiarò con la superficialità di un dilettante politico: “Li abbiamo fatti esclusivamente per prendere tempo”. Esprimerlo pubblicamente è stato un detonatore inqualificabile, specialmente se si considera che era “una volontà” che proveniva da una leader che gestiva da molti anni la civile Europa.

Oggi quella filosofia della furbizia temporanea si è trasferita in Medio Oriente, incendiando i rapporti tra Israele e Palestina tramite il terrorismo di Hamas.

Ancora più disdicevole questa filosofia “della lingua biforcuta” è stata, da molti anni, applicata alla gestione carsica delle ong sui territori più significativi e sulla gestione dell’immigrazione selvaggia in molte aree del sud Europa.

L’effetto terribile sul piano politico e stato l’implosione in Europa di un sistema di governo gestito per procura dagli “ottimati”, che non rispondono alla volontà politica dei popoli, ma hanno privilegiato all’espressione di potenti aggregati economici e finanziari che oggi trovano il frutto delle loro scelte nella profonda lacerazione nella burocrazia dei vertici della Commissione europea .

Ciò che è più grave è che 850funzionari burocrati assunti dalla struttura di governo hanno firmato un documento in piena autonomia per indirizzare e influenzare la politica estera nel conflitto tra Israele e Hamas e la Palestina e l’Iran .

Un atto a dir poco scellerato, aggravato da un momento di una possibile e ingovernabile tensione nei punti più critici del mondo.

Un comportamento talmente sovversivo e involuto a tutto danno del ruolo dell’Europa che se ci fosse un minimo di consapevole saggezza gli stessi 850 funzionari andrebbero licenziati immediatamente, denunciati e richiesti di pagare simbolicamente i danni.

Sarebbe un opportuno punto di partenza per far riprendere un ruolo politico propositivo ad un progetto di Europa democratica, un gesto che porrebbe fine ad una sciagurata esperienza di “ottimati cooptati “ fonte continua di disastri politici.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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