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PIOGGIA DI ASSOLUZIONI

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di Gianvito Caldararo

Sono giornate difficili per i nostri giustizialisti, che da tempo assistono ad una pioggia di assoluzioni e alla contestuale certificazione di grossolani errori nelle indagini e alle diverse assoluzioni con la più ampia formula. Dopo i casi del sindaco di Riace, Mimmo Luca, gli amministratori del Monte dei Paschi di Siena e dell’ex direttore del Sole 24 Ore, ora è il caso di Rossetti, ex dirigente di Fastweb e del sindaco di Vittoria ( Ragusa) l’avvocato  Giuseppe Nicosia.

Due casi esemplari per la pesantezza delle accuse, la pesante gogna mediatica e la spettacolarizzazione dell’arresto. Rossetti, che viene svegliato nella notte e portato in caserma, con la presenza in famiglia di tre bambini piccoli. Dalla caserma è portato in carcere, dove trascorrerà ben quattro mesi in cella e poi altri otto mesi agli arresti domiciliari, con i conti bancari e i beni patrimoniali bloccati. Sull’indagine si esprimerà l’ex procuratore nazionale anti-mafia Pietro Grasso, che poi diventerà presidente del Senato per conto del PD, il quale dichiarò: “Si tratta di una delle più grandi truffe mai scoperte”, disse Grasso il giorno dell’arresto di Rossetti.

Rossetti è assolto già in primo grado e dopo il ricorso della procura assolto anche in appello. Ci sono voluti altri sette anni per conseguire un risarcimento per ingiusta detenzione di appena ottantamila euro. Saranno i giudici romani che nella decisione per il risarcimento evidenzieranno che a rendere “verosimilmente molto più pesante la custodia sofferta” siano state “la notevole rilevanza mediatica della vicenda”, la presenza di procedimenti cautelari che bloccarono l’intero patrimonio “e” la presenza di tre bambini in famiglia”.

Rossetti non aveva commesso alcuna maxi-truffa. L’altro calvario è quello subito dall’avvocato Giuseppe Nicosia, ex sindaco di Vittoria (Ragusa), accusato di voto di scambio politico mafioso e varie accuse di corruzione. Veniva arrestato la notte del 21 settembre 2017 dagli uomini del Gico della Guardia di Finanza, con giubbotti antiproiettile e armi in pugno, nel mentre volteggiava sulla villa di proprietà l’elicottero della GdF. Il Comune di Vittoria sarà sciolto per infiltrazioni mafiose.

Dopo sei anni di processo, l’avvocato Nicosia è stato assolto con formula piena, cioè senza aver commesso il fatto. Il Tribunale del riesame provvide a revocare ogni misura cautelare per….udite…udite.. per “inesistenza di indizi di reato”. Nella fase dibattimentale sarà lo stesso PM (Pubblico ministero) che nelle sue conclusioni chiedeva egli stesso l’assoluzione, sottolineando “la eccessiva partecipazione emotiva di tutte le parti”.

La riflessione che scaturisce da entrambi i fatti è quella di assistere ad indagini con grossolani errori che hanno comportato arresti illegittimi, diffusione di immagini denigratorie, carriere, attività professionali e famiglie distrutte.

Quando queste storture saranno eliminate? Quando questo Paese vedrà i garantisti prevalere sui giustizialisti e la gente condividere il sacrosanto principio giuridico della “presunta innocenza  dell’imputato, come sancito dalla nostra Costituzione? E poi c’è la giusta considerazione che fa la giornalista Annarita Digiorgio, la quale afferma che “nessuno in questo Paese vuole mettersi contro i magistrati. Proprio perchè il loro potere è sconfinato, e quando sbagliano non pagano quasi mai”. Come nel caso del grande e indimenticabile Enzo Tortora e tanti altri.

Solo nel 2022, sono state tenute in prigione ben 572 persone salvo poi rivelarsi innocenti. Errori giudiziari, vite distrutte, famiglie rovinate, carriere stroncate, gogne mediatiche e milionari risarcimenti che gravano sul bilancio dello Stato.

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  • Redazione

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