di Massimiliano Marzano
AlfredoMantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è intervenuto ieri al Convegno “Giustizia al servizio del Paese”, tenuto a Palermo presso il Centro Studi RosarioLivatino alla presenza del Capo dello Stato e delle Alte cariche della Magistratura.
Nel suo intervento Mantovano ha preso spunto dall’insieme delle incomprensioni sorte tra l’Esecutivo e alcuni settori delle diverse giurisdizioni, criticità questa non nuova, che negli ultimi dieci anni ha investito quasi tutti i governi. Ha perciò sottolineato che tali frizioni, se valide, devono essere risolte nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea. Pur essendo fisiologica la dialettica tra istituzioni, la bussola per l’ordinato svolgimento dei rapporti fra poteri dello Stato è la Costituzione.
Mantovano ha pure ricordato che la Costituzione pone le scelte del legislatore e, perciò, il Parlamento, in una posizione di preminenza rispetto all’intervento giudiziario, con un solo limite: la conformità alla stessa Carta, la cui verifica compete alla Consulta.
Il giudice non deve basare la sua decisione sulla sua personale condivisione o non condivisione dei contenuti della norma da applicare. Se il giudice dubita motivatamente che una legge nazionale contrasti con la Costituzione o con la normativa europea, la via da seguire non è la #disapplicazione, ma piuttosto la presentazione di una questione di illegittimità ai superiori organi competenti.
Nel nostro ordinamento, il controllo di costituzionalità non è una prerogativa diffusa dei giudici, e lo stesso vale per la verifica della conformità delle leggi dello Stato alla normativa europea. Il potere-dovere di disapplicazione di una norma nazionale in contrasto con il diritto europeo è limitato ai casi di contrasto diretto e immediato tra le due fonti, rilevando chiaramente la loro incompatibilità.
Non è invece compito dei giudici nazionali effettuare una revisione dell’applicazione della normativa interna basata su interpretazioni incerte e opinabili della relazione tra le due fonti. Il giudice deve rispettare i limiti imposti e presentare questioni di #legittimità quando sorgono dubbi validi.
In conclusione, il dialogo costruttivo tra l’Esecutivo e l’Autorità Giudiziaria è essenziale per preservare la certezza del diritto e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, rispettando i confini delle competenze giurisdizionali e delle attribuzioni degli altri poteri. Le Corti svolgono un ruolo fondamentale e la gratitudine verso di esse crescerà se garantiranno il rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea.




