di Vito Schepisi
L’Europa con urgenza, e prima che sia troppo tardi, dovrebbe organizzare una forza di controllo militare del Mediterraneo e di contenimento dei flussi migratori.
Servirebbe quantomeno un provvedimento temporaneo per l’immigrazione, con la chiusura dei porti, finché non sarà possibile un piano di regolarizzazione dei flussi.
La crisi in Medio Oriente, infatti, si prevede lunga e suscettibile di variazioni e di allargamento dei fronti.
Pensare all’offensiva in Israele come ad una improvvisazione di Hamas potrebbe essere un grave errore.
Pensarla, invece, come un pretesto, per far partire un’offensiva su vasta scala, potrebbe essere un’ipotesi da valutare seriamente.
Mai come ora ci sarebbe da chiedersi e capire “cosa ci sia dietro l’angolo”.
Di fatto ai 4 angoli della Terra ci sono paesi in grandi difficoltà espansive e politiche, alcuni persino in grandi difficoltà esistenziali (nel senso che si rischia di morire di fame), che potrebbero essere interessati a fornire truppe e ad allargare il conflitto.
Se accadesse, in Europa ci sarebbe poco da stare tranquilli.




