
Dopo che i repubblicani Usa hanno fatto capire che l’appoggio militare all’Ucraina viene dopo gli interessi degli americani, ora una nuova frenata agli aiuti militari a Kiev viene dai risultati delle elezioni in Slovacchia, dove ha vinto Robert Fico.
La svolta di Bratislava avrà conseguenze significative sull’intera Europa, in quanto rivela uno stato d’animo delle popolazioni che si è già in parte annunciato con le proteste degli agricoltori polacchi e rumeni per la concorrenza del grano ucraino.
Robert Fico è, inoltre, dichiaratamente filo russo e anche questo elemento non mancherà di farsi sentire.
La Slovacchia, per quanto sia un Paese con soli 5,4 milioni di abitanti, occupa una posizione significativa nell’Europa, in quanto confina con l’Ucraina, con la Polonia, con l’Ungheria, con la Repubblica Ceca e con l’Austria.
La Slovacchia ha un’economia sostanzialmente agricola, ma ospita importanti stabilimenti automobilistici.
Come si legge su Assocamere estero, l’industria automobilistica slovacca è uno dei principali attori dell’industria automobilistica globale. La Slovacchia è infatti tra i venti maggiori produttori di auto al mondo. L’industria automobilistica rappresenta il 50% della quota della produzione industriale totale slovacca, il 13% del PIL complessivo del Paese ed il 42% delle esportazioni totali del paese.
La produzione automobilistica è per lo più concentrata nelle regioni della Slovacchia occidentale (regione di Bratislava 52%, regione di Trnava 57%, regione di Zilina 69%).
Nel 2022 la Slovacchia ha prodotto più di un milione di automobili. Nel settore operano più di 350 subfornitori con 176.000 lavoratori addetti direttamente nel settore (261.000 se si considerano anche i lavoratori coinvolti non direttamente).
I produttori già presenti sono Stellantis, KIA, Volkswagen, Jaguar e Land Rover.
Conseguentemente si è sviluppato anche il settore dell’indotto, soprattutto per quanto riguarda la gomma e la plastica.
Discretamente sviluppata è l’industria elettromeccanica, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di componenti per l’energia, le costruzioni, l’informatica e le telecomunicazioni.
In sviluppo anche l’industria leggera nel settore tessile, calzaturiero, della lavorazione del legno e della carta.
L’agricoltura si attesta tra i settori primari soprattutto nella parte occidentale del Paese. I prodotti principali sono il frumento, il mais, le patate e la barbabietola da zucchero. Rilevante è l’allevamento di bovini e suini.
Per quanto riguarda le risorse naturali sono da segnalare le materie ceramiche, la pietra calcarea, il sale di rocca, il carbone, la lignite, il petrolio grezzo, il metano e i giacimenti di calcare metallurgico.
Veniamo alle elezioni.
Il partito Direzione-Socialdemocrazia (Smer) dell’ex premier slovacco Robert Fico ha infatti vinto le elezioni anticipate tenutesi sabato nel Paese dell’Europa centrale. Smer ha raggiunto il 23,3 per cento dei voti, staccando nettamente Slovacchia progressista, al 16,9 per cento, e Voce-Socialdemocrazia (Hlas) al 14,9 per cento. Segue al 9 per cento la coalizione composta da Gente comune e personalità indipendenti (Olano) e Per la gente (Zaludi). L’affluenza al voto si è attestata al 68 per cento.
La vincita di Fico ha un’importanza notevole per gli equilibri europei, soprattutto del interni ed esterni del Gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria – V4).
Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, Bratislava ha sostenuto Kiev, donando all’Ucraina i suoi caccia Mig-29 e un sistema di difesa aerea S-300, ma ora, con la vittoria di Fico, è probabile che la Slovacchia si allineai con la politica estera dell’Ungheria di Viktor Orban.
Fico si è più volte espresso contro la fornitura di armamenti e munizioni all’Ucraina, ha sostenuto che Mosca non abbandonerà mai la Crimea e gli altri territori occupati e ha comunque caldeggiato un tavolo negoziale per porre fine al conflitto.
Inoltre Fico ha anche criticato le sanzioni europee contro la Russia, invocato un riavvicinamento a Mosca dopo la fine della guerra e si oppone all’adesione di Kiev alla Nato.
La vittoria di Fico è un indicatore importante delle posizioni emergenti tra la popolazione europea e potrebbe dar vita ad un effetto domino che coinvolga altri Paesi.





