Home Politica estera CASO REGENI, UN SEGNALE VERSO LA GIUSTIZIA

CASO REGENI, UN SEGNALE VERSO LA GIUSTIZIA

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di Giuseppe Castellini

Uno schiaffo sonoro in faccia alla politica, che continua a cianciare (e a mentire) sulla volontà dell’Egitto di collaborare sul caso di Giulio Regeni, quello assestato dai giudici della Corte Costituzionale. La Consulta ha infatti dichiarato incostituzionale la norma che ha permesso, fino a questo momento, ai quattro imputati egiziani di sottrarsi al processo non comunicando i loro indirizzi. In questa maniera non era possibile notificare gli atti e, dunque, avevano stabilito la Corte di Assise di Roma e la Cassazione, il processo non poteva cominciare. Ora, grazie alla Corte Costituzionale, finalmente il processo si potrà fare.
In sostanza, dice la Consulta, nei casi di tortura, quando lo Stato straniero non collabora, il processo si può tenere senza le notifiche.
Grazie lala tenacia dei genitori di Giulio Regeni, alla mobilitazione di tanti italiani, soprattutto giovani, che hanno impedito che su questo caso calasse il silenzio, il processo si farà e sarà un passo importate verso la verità sulla morte di questo ragazzo.
Chi ne esce male, a pezzi, è ancora una volta la nostra politica, ridotta ormai a un cencio maleodorante, impotente e solo capace di essere ciarliera.
E nello stesso tempo fa piacere notare che qualche Istituzione (e che Istituzione, la Corte Costituzionale) indipendente, di livello, con la schiena dritta, dotata di capacità, professionalità e passione civile, in questo povero Paese è rimasta.

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