
Gli Stati Uniti d’America sono saliti sulla giostra del marchio Biden, ossia delle rivelazioni sugli affari della famiglia dell’inquilino della Casa Bianca che porteranno alla richiesta di impeachment di Joe Biden.
In una nota, il presidente della supervisione, James Comer, ha affermato: “Migliaia di pagine di documenti finanziari, e-mail, messaggi di testo, testimonianze di credibili informatori dell’IRS e un’intervista trascritta con Devon Archer, socio dell’azienda della famiglia Biden, rivelano che Joe Biden ha permesso alla sua famiglia di venderlo come “il marchio” in tutto il mondo per arricchirsi. Joe Biden si è presentato in almeno due dozzine di occasioni per inviare segnali di accesso, influenza e potere a coloro che stavano pagando i Biden. Questa settimana – ha aggiunto Comer -, il comitato di sorveglianza della Camera presenterà le prove scoperte fino ad oggi e ascolterà esperti legali e finanziari sui crimini che i Biden potrebbero aver commesso quando hanno portato milioni a scapito degli interessi degli Stati Uniti”.
Si apre una fase di grande tensione che mette in discussione la credibilità dell’amministrazione democratica guidata da Joe Biden, soprattutto per i rapporti di affari con potenze straniere ritenute avversarie degli Usa.
James Comer ha dichiarato infatti martedì scorso che la casa del presidente Joe Biden a Wilmington, nel Delaware, è stata indicata come indirizzo del beneficiario di due bonifici bancari: pagamenti a suo figlio Hunter da parte di cittadini cinesi.
La Commissione per la supervisione e la responsabilità della Camera ha detto che uno dei cittadini cinesi era Jonathan Li, che ha sviluppato un rapporto d’affari con Hunter Biden mentre Joe era vicepresidente.
Gli inquirenti della Camera hanno affermato di aver ottenuto trascrizioni di bonifici bancari che mostrano che Hunter Biden ha ricevuto un bonifico di 10.000 dollari dal cittadino cinese Wang Xin il 26 luglio 2019 e un bonifico di 250.000 dollari da Li e Tang Ling il 2 agosto 2019. Il comitato ha affermato che entrambi i bonifici ha avuto origine a Pechino. La casa di Joe Biden a Wilmington era indicata come indirizzo del beneficiario di entrambi i telegrammi.o su questo stesso numero del
Le prove a carico di Joe Biden si accumulano, come si può apprendere anche dagli articoli pubblicati su questo stesso numero del giornale.
L’impeachment, come è noto, non produrrà effetti concreti in quanto non passerà al Senato, ma le continue rivelazioni sugli affari della famiglia Biden stanno minando alle fondamenta la credibilità del presidente e ne compromettono la possibilità di ricandidarsi.
Metterlo da parte oggi, per i democratici, diventa impossibile, atteso che Kamala Harris, la vicepresidente, ha una tasso di consenso bassissimo.
Dal cappello del prestigiatore spunta Michelle Obama, la moglie di Barack Obama, come possibile candidata alternativa a Sleepy Joe, ormai definitivamente addormentato e spesso imbarazzante per quanto dice e fa.
Sulla giostra dei democratici i cavallucci sono sempre gli stessi: Bill Clinton, sia moglie Hillary, poi Obama, del clan Clinton, ora sua moglie Michelle.
Il fatto è che a far girare la giostra è il mondo del capitalismo finanziario, che ha impostato una strategia che mostra sempre di più di essere perdente, sia in relazione alla politica internazionale degli Usa, si per gli aspetti economici, sia per quanto riguarda la guerra per procura fatta alla Russia, sacrificando un’intera nazione.
L’Ucraina, nel processo che si sta aprendo alla Camera nei confronti di Biden, avrà una parte importante, se non decisiva.
L’Ucrainagate riguarda gli interessi di Hunter Biden con Burisma Holdings, ma anche i finanziamenti dati alle aziende che gestivano i laboratori americani in Ucraina, sospettati di sperimentare armi biologiche e di effettuare esperimenti gain of function, simili a quelli del laboratorio di Wuhan, finanziato da una catena che faceva capo ad Anthony Fauci.
Ad accusare il figlio di Biden sono stati per primi i russi, affermando che Hunter Biden avrebbe avuto un ruolo nel finanziamento di laboratori di armi batteriologiche in Ucraina.
Mosca aveva sostenuto che Biden junior avesse finanziato laboratori segreti attraverso il suo fondo d’investimento Rosemont Seneca.
Le affermazioni dei russi hanno poi trovato conferma nelle e-mail dal laptop di Hunter, che documentano il suo lavorio per garantire milioni di dollari di finanziamenti a Metabiota, un’azienda californiana contractor del Pentagono, specializzata nella ricerca su malattie che causano pandemie da utilizzare come armi.
Dalle mail risulta che Hunter presentò Metabiota a una società di gas ucraina, Burisma, per un “progetto scientifico” relativo a laboratori di biosicurezza in Ucraina.
Il vicepresidente di Metabiota, come riportava Agenzia Italia già il 26 marzo 2022, in un’e-mail inviata a Hunter, nel 2014 evocava progetti per “affermare l’indipendenza culturale ed economica dell’Ucraina dalla Russia”. Le e-mail che tracciano gli interessi di Hunter sono state pubblicate prima sul New York Post -lo stesso tabloid statunitense che parlò per primo, nel 2020, dell’esistenza di questo computer – poi dal Daily Mail.
Hunter presentò Metabiota ai vertici di Burisma, l’azienda del gas ucraina di cui era membro del consiglio d’amministrazione, per un “progetto scientifico” relativo a biolaboratori in Ucraina. In uno scambio di e-mail, la vicepresidente di Metabiota, Mary Guttieri così scriveva a Hunter nell’aprile 2014, due mesi dopo l’invasione e l’annessione della regione della Crimea da parte della Russia: “Come promesso, ho preparato il promemoria allegato, che fornisce una panoramica di Metabiota, il nostro impegno in Ucraina e di come possiamo potenzialmente sfruttare il nostro team, le nostre reti e le nostre idee per affermare l’indipendenza culturale ed economica dell’Ucraina dalla Russia e la continua integrazione in Società occidentale”.
Alcuni giorni dopo, un uomo di Burisma Vadym Pozharskyi parlava a Biden di un “progetto” – quello – scrisse “che hai chiamato ‘Science Ukraine'”. Di fatto, dai bilanci di spesa del governo, risulta che gli Usa nel 2014 garantirono a Metabiota 23,9 milioni di dollari, dei quali 307.091 dollari per “progetti di ricerca ucraini”. Del resto Hunter Biden si vantava con gli investitori che la sua azienda organizzava finanziamenti per Metabiota e l’aveva aiutata a “ottenere nuovi clienti” tra le quali “agenzie governative”.
Tempi duri, dunque, per i democratici Usa e per chi, da dietro le quinte, tira i fili della loro politica.
La giostra dei Biden gira e trascina nel vortice la più grande potenza del mondo, facendole perdere la bussola.





