
Sabato scorso i capi di Stato del Mali, del Burkina Faso e del Niger hanno firmato la “Carta di Liptako-Gourma” per la creazione della “Alliance des Etats du Sahel” (Alleanza degli Stati del Sahel), con “l’obiettivo di stabilire un’architettura di difesa collettiva e di assistenza reciproca a beneficio delle nostre popolazioni”, come dichiarato dal colonnello Assimi Goïta, presidente della transizione in Mali.
Il Capitano Ibrahim Traoré, presidente nel Burkina Faso, ha sottolineato come “La creazione dell’Alleanza degli Stati del Sahel segni una tappa decisiva nella cooperazione tra Burkina Faso, Mali e Niger. Per la sovranità e lo sviluppo dei nostri popoli, condurremo la lotta contro il terrorismo nel nostro spazio comune, fino al raggiungimento della vittoria”.
Gli Stati membri “si impegnano a lottare contro il terrorismo in tutte le sue forme e contro la criminalità organizzata nello spazio comune dell’Alleanza” e “si adopereranno inoltre per prevenire, gestire e risolvere qualsiasi ribellione armata o altra minaccia all’integrità territoriale e alla sovranità di ciascuno dei Paesi membri dell’Alleanza, dando priorità ai mezzi pacifici e diplomatici e, se necessario, all’uso della forza”.
Dopo il ritiro delle truppe francesi e la fine delle operazioni della forza Barkhane in Mali (tra gennaio e agosto 2022) e in Burkina Faso (febbraio 2023), dopo il colpo di Stato a Niamey in Niger restano ancora circa 1500 soldati francesi – oltre a 1000 soldati statunitensi e 350 membri delle Forze Armate italiane –, il cui ritiro sarebbe oggetto di discussioni e negoziazioni da qualche settimana.
La nuova alleanza fa da contraltare alla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (CEDEAO), che ha minacciato un intervento militare in Niger, sollevando la protesta di Burkina Faso e Mali, che avevano reagito ritenendo che un’operazione militare contro il Niger avrebbe avuto come risposta il sostegno dei due Stati al Governo nigerino.
Ora la Carta fondante dell’AES stabilisce che “qualsiasi attacco alla sovranità e all’integrità territoriale di una o più parti contraenti sarà considerato come un’aggressione contro le altre parti e farà scattare il dovere di assistenza e soccorso da parte di tutte le parti, individualmente o collettivamente, compreso l’uso della forza armata per ripristinare e garantire la sicurezza all’interno dell’area coperta dall’Alleanza”.





