La guerra per procura si è spostata in Africa con Kiev che, non in grado di vincere nel Donbass, manda droni in Africa contro le truppe ex Wagner.
I servizi speciali ucraini sono infatti probabilmente dietro una serie di attacchi con droni e un’operazione di terra diretta contro il gruppo paramilitare Rapid Support Forces (Rsf) che combatte contro l’esercito sudanese per il controllo del Paese: lo scrive la Cnn, sulla base delle rivelazioni di una fonte militare ucraina.
La fonte, alla domanda se ci fosse Kiev dietro gli attacchi, ha risposto che “i servizi speciali ucraini sono probabilmente responsabili”.
La Cnn afferma che i filmati ottenuti hanno rivelato i tratti distintivi degli attacchi con droni di tipo ucraino.
I combattimenti in Sudan si sono estesi nei giorni scorsi alla città costiera di Port Sudan per la prima volta da quando è scoppiata la guerra più di cinque mesi fa.
Testimoni hanno riferito all’Agence France Presse (Afp) che l’esercito sudanese si è scontrato con i miliziani tribali fedeli a Sheba Darar, un leader della tribù Beja, nel centro della città. Uno ha affermato che “i soldati si sono schierati nell’area dopo aver rimosso i posti di blocco istituiti dalla milizia”, mentre altri hanno riferito di un “ritorno alla calma” subito dopo.
Darar ha sostenuto l’esercito all’inizio della guerra prima di protestare contro i funzionari governativi che si trasferivano nella città orientale. Il leader tribale tuttavia non ha ufficialmente annunciato un’alleanza con le Forze di supporto rapido, i parmilitari che stanno lottando con l’esercito per il potere. Altre tribù nell’est del Sudan hanno promesso di sostenere l’esercito.
Port Sudan ha l’unico aeroporto funzionante del Paese e ospita funzionari governativi e delle Nazioni Unite provenienti dalla capitale Khartoum, epicentro del conflitto. Era stata risparmiata dalle violenze fino allo scoppio degli scontri di ieri.




