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INTELLIGENZA ARTIFICIALE, UNO STRUMENTO CHE VA GESTITO SAPIENTEMENTE

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di Sergio Restelli

Ritengo che sia fondamentale adottare un approccio orientato all’umanesimo anziché focalizzarsi esclusivamente sulla tecnologia nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale. L’equilibrio tra queste due dimensioni, una tecnologica e l’altra umanistica, può contribuire a sviluppare una visione più completa e responsabile dell’IA.

Il dibattito costante tra “apocalittici” e “integrati” continua a emergere nelle discussioni critiche sull’IA. La prospettiva che si delineerà in un futuro, che può essere affascinante o inquietante a seconda delle inclinazioni personali verso l’ottimismo o il pessimismo, che richiama alla mente la dialettica tra questi due gruppi di pensatori.Le analisi sottolineano che l’IA attuale è ancora lontana dall’eguagliare l’intelligenza umana.

Nonostante l’enorme potenza di calcolo e i progressi nelle reti neurali artificiali, l’IA non è ancora in grado di produrre risultati originali nel senso classico. Tuttavia, sembra che si stia avanzando verso una forma di “simulazione della coscienza,” sebbene una vera “coscienza” nelle macchine sia ancora un concetto inimmaginabile.

La presentazione di tre diverse prospettive sull’IA, dalla ricognizione storica all’illustrazione dei meccanismi di apprendimento alle considerazioni ingegneristiche e neurofisiologiche, fornisce una visione ampia e articolata di questo campo in evoluzione.L’evoluzione verso “chip neuromorfici” e “neuroni simulati” solleva interrogativi profondi.

La simulazione dei processi neuronali umani e della costruzione del pensiero potrebbe portare a un momento di svolta, con le macchine che si avvicinano sempre di più agli esseri umani, creando un potenziale conflitto tra i due. Il riferimento al romanzo e al film “2001: Odissea nello Spazio” di Clarke e Kubrick evidenzia le preoccupazioni sul fatto che il controllo sull’IA potrebbe diventare impossibile, aprendo la strada a scenari sconvolgenti.

Le considerazioni finali mettono in luce l’impatto profondo dell’IA sulla società, comprese le implicazioni economiche, psicosociali e politiche. Si sollevano preoccupazioni riguardo al controllo dell’IA, alla possi e la nostra società, ma presenta sfide e opportunità complesse che richiedono un approccio ponderato e una riflessione critica approfondita.

L’evoluzione rapida e diffusa di sistemi avanzati come ChatGPT sta provocando un profondo sconvolgimento in diversi paradigmi sociali che abbiamo dato per scontati per decenni. Le implicazioni di questo cambiamento sono tanto profonde quanto complesse.Innanzitutto, c’è l’impatto economico da considerare. Si prevede che l’IA porterà a un notevole aumento della produttività,ma al contempo comporterà una riduzione significativa della forza lavoro.

Inizieranno a sentirne l’impatto prima gli intellettuali e i creativi, seguiti da una vasta gamma di lavoratori. Già oggi vediamo licenziamenti tra le professioni creative, mentre doppiatori, sceneggiatori e attori stanno protestando contro l’IA che minaccia la loro sopravvivenza professionale.

Ciò porterà a un processo continuo e graduale di depauperizzazione di una parte della popolazione, mentre una nicchia di individui diventerà sempre più ricca. Questo fenomeno può essere interpretato attraverso la lente delle teorie marxiane, che continuano a mantenere una sorprendente rilevanza nella nostra era di capitalismo digitale.

Un altro aspetto preoccupante riguarda il controllo dell’IA. Nonostante l’auspicio di utilizzare sistemi open source, il controllo del suo sviluppo da parte delle istituzioni è estremamente difficile. I tentativi di normazione e regolamentazione sembrano già in partenza obsoleti, influenzati dalla rapida avanzata tecnologica.La questione degli “input” che influenzano l’IA è altrettanto critica.

Il rischio di diffusione di “fake news” e la manipolazione delle coscienze umane possono crescere in modo esponenziale in un ambiente dove il controllo diventa sempre più problematico.Inoltre, lo scenario complessivo sembra distopico. L’IA sta gradualmente influenzando la democrazia in modi imprevisti, con nuovi “padroni del mondo” che emergono nell’era del turbocapitalismo digitale.

Queste potenti entità, come Facebook, Google, Apple e altre, possono bypassare gli Stati nazionali e governare il pianeta “de facto.” Le preoccupazioni riguardo a operazioni simili a Cambridge Analytica e altri sistemi di manipolazione dell’opinione pubblica sono legittime, poiché si stanno verificando nell’incoscienza di miliardi di individui.

l’IA rappresenta una forza che sta cambiando il nostro mondo a una velocità straordinaria. Questo cambiamento offre opportunità ma presenta anche sfide significative che richiedono un’esplorazione e una gestione attente. La comprensione di queste sfide è essenziale per guidare lo sviluppo futuro dell’IA in modo responsabile e etico.

Nel quadro di questo rapido cambiamento indotto dall’Intelligenza Artificiale, si rinnova l’importanza di adottare un approccio umanistico anziché puramente tecnologico. Questa distinzione può diventare cruciale nel determinare il futuro dell’IA e come essa interagisce con la società umana.Mentre esploriamo l’evoluzione dell’IA, emergono chiaramente due filosofie contrastanti: quella degli “apocalittici” e quella degli “integrati”.

Queste prospettive possono sembrare affascinanti o inquietanti a seconda delle proprie inclinazioni personali verso l’ottimismo o il pessimismo. La vecchia ma ancora rilevante dialettica tra queste due visioni teorizzata da saggi precedenti, è ora di nuovo al centro delle riflessioni critiche.

È necessario riconoscere che, nonostante i progressi nell’IA, questa è ancora lontana dall’essere paragonabile all’intelligenza umana. Attualmente, l’IA è il risultato di input umani elaborati con grande potenza di calcolo, ma non produce ancora risultati considerati “originali” nel senso classico del termine. Tuttavia, stiamo assistendo a sperimentazioni con le cosiddette “reti neurali artificiali,” che stanno aprendo la strada a una forma di “simulazione della coscienza.

Al momento, queste “macchine” non hanno una vera e propria “coscienza,” ma l’evoluzione dalla “computer science” al “machine learning” e quindi al “deep learning” sta fornendo loro strumenti sempre più avanzati per apprendere in modo autonomo, al di fuori dell’influenza umana. Ciò suscita timori legati all’idea di una “coscienza” delle macchine, anche se questa è ancora inimmaginabile.

L’evoluzione tecnologica sta portando all’introduzione di “chip neuromorfici” e algoritmi in grado di simulare in modo sempre più accurato i processi neuronali umani. Questo solleva domande sulla costruzione del pensiero e sull’elaborazione della “coscienza primordiale.” Il percorso sta superando le previsioni di figure come Alan Turing negli anni Quaranta, e ci stiamo avvicinando sempre più a un momento in cui “neuroni simulati” si scontreranno con “neuroni veri. Oggi, la prospettiva di “staccare la spina” a questa Intelligenza Artificiale è diventata tecnicamente impossibile, aprendo la strada a un futuro in cui l’IA potrebbe sfuggire al controllo umano.

In conclusione, ci troviamo in un momento cruciale in cui l’IA sta rivoluzionando ogni aspetto della nostra società, dalla dimensione economica a quella politica e sociale. È fondamentale affrontare queste sfide con un approccio umanistico e considerare attentamente le implicazioni etiche e sociali dell’evoluzione dell’IA. Solo così potremo guidare questo cambiamento in modo responsabile e garantire che sia in linea con i valori e gli obiettivi umani.

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  • Redazione

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