
di Giuseppe Augieri
“A me fanno paura non le valutazioni dell’Ue ma quelle dei mercati che comprano debito pubblico”. A dirlo è il Ministro Giorgetti.
La luna di miele tra i mercati finanziari e il governo Meloni è già terminata: lo dice il Financial Times.
Il cambio di opinione sulla affidabilità del Governo, faticosamente conquistato smentendo le ipotesi iniziali della grande finanza (peraltro suggerite dall’interno della politica italiana), anche a costo di mille ironie sulle “coerenze” di chi è andato al Governo, ritorna in discussione.
Il provvedimento di tassazione degli extra-profitti bancari, la proposta allo studio sui npl (non performing loan cioè i crediti deteriorati) che dovrebbe dare la possibilità ai debitori di ricomprarsi i crediti a un prezzo prestabilito, la fissazione di tariffe per Ryanar e per i voli verso le isole. Sono tre iniziative che, di fatto, vanno contro “il mercato” e che per questo non piacciono agli investitori internazionali.
Intendiamoci. Sono convinto che talvolta si deve andare contro il “libero mercato”. Che libero non è. Ma quando lo si fa, lo si deve fare valutando le reazioni di tutte le variabili del sistema. Strategia accorta, dunque. Domanda: ci sarà, con questi provvedimenti, se approvati, un vantaggio per gli interessati? Ne dubito: in ogni caso, secondo la nota formula di Milton Friedman “non esistono pasti gratis”, qualcuno comunque pagherà. Ed il costo totale sarà più ampio del vantaggio ricevuto.
Infatti, al di là della dinamica della domanda interna, lo spread risale a quota 180: il che si aggiunge agli effetti dei rialzi dei tassi della BCE che, ovviamente, si scaricano su di noi. Dunque prestiti e mutui in rialzo. Crediti “incagliati” che aumentano (e le conseguenze le paghiamo tutti, mica le Banche). Ma non basta. Il Ministro Giorgetti aggiunge: “se i tassi fossero rimasti quelli dell’anno scorso avremmo avuto 14-15 miliardi in più da mettere sul fisco”. Vale come una campana a morte per la riduzione delle aliquote fiscali? E ancora si ripropone la detassazione delle tredicesime?
Dunque la cena è servita. Quando si entra in modalità “populismo e campagna elettorale” si finisce per perdere il contatto con la realtà. Si forzano provvedimenti e li si realizzano senza molto criterio. Anziché consensi si alimenta panico. I mercati, che prima avevano concesso il beneficio del dubbio, hanno alzato il cartellino giallo: l’Italia ora è osservata speciale. Come se ce ne fosse stato bisogno.
Scimmiottare l’illogicità delle peggiori amnesie culturali della sinistra-sinistra non serve. Non fare opposizione a queste follie altrettanto non serve. Attenti: “non serve” è riferito all’Italia tutta.
Qualcuno festeggerà per questa “smentita” delle capacità del Governo: io farei pagare solo a chi brinda il costo che ci cadrà addosso. E purtroppo non è possibile.
Se, almeno su queste cose, questa destra facesse seriamente la destra……





