Home Politica estera NAGORNO-KARABAKH: CESSATE IL FUOCO E NEGOZIATI TRA BAKU E STEPANAKERT

NAGORNO-KARABAKH: CESSATE IL FUOCO E NEGOZIATI TRA BAKU E STEPANAKERT

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Dopo ore di crescenti tensioni nel Nagorno-Karabakh e il rischio di un nuovo confronto militare su larga scala tra Azerbaigian e Armenia, oggi è stato raggiunto grazie alle forze di pace russe un accordo sulla cessazione delle ostilità che dovrebbe ripristinare la stabilità nella regione. Molto dipenderà dai negoziati che sono stati programmati per domani tra Baku e gli armeni dell’Artsakh (l’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh).

Nella giornata di ieri, l’Azerbaigian aveva avviato nella regione una “operazione antiterrorismo” contro le forze armene, accusate di portare avanti “continui attacchi e provocazioni”. La goccia che aveva fatto traboccare il vaso, come riferito dalle autorità di Baku, è stata l’esplosione di due mine piazzate “dai gruppi armeni di ricognizione e sabotaggio” sulla strada Ahmadbayli-Fuzuli-Shusha, che hanno colpito due mezzi azerbaigiani causando diversi morti e feriti, tra militari e civili. Baku ha così lanciato un bombardamento nella città di Stepanakert, capitale dell’autoproclamata repubblica, che secondo Erevan ha provocato la morte di oltre 30 vittime e il ferimento di più di 200 persone, nonché la fuga di un gran numero di persone verso l’aeroporto. L’obiettivo di Baku, ha accusato il ministero degli Esteri armeno, è quello di “completare la politica di pulizia etnica”.

L’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, territorio a maggioranza etnica armena con una popolazione di circa 120 mila persone, è riconosciuto solo da tre Paesi non riconosciuti dall’Onu. Secondo le Nazioni Unite, la regione è di fatto ancora appartenente all’Azerbaigian. L’inizio dei dissapori tra Baku ed Erevan risale agli anni Novanta. Dopo la dissoluzione dell’Urss, nel 1991 tra i due Paesi scoppiò una guerra che causò almeno 30 mila morti. Il conflitto terminò poi tre anni dopo, con la mediazione della Russia e dell’Osce, e con l’autoproclamazione di un governo autonomo nel Nagorno-Karabakh. Con il passare del tempo, la tensione tra Azerbaigian e Armenia non è tuttavia mai mancata, fino al riarmo di Baku, che nel settembre del 2020 ha lanciato una nuova guerra. Il conflitto, terminato dopo circa 40 giorni grazie a una nuova mediazione della Russia, ha portato l’Azerbaigian a ottenere oltre 100 chilometri quadrati di territorio armeno nel Nagorno-Karabakh. Il territorio dell’enclave è interamente circondato dall’Azerbaigian, eccezion fatta per lo stretto collegamento del corridoio di Lachin che lo unisce all’Armenia, e che si trova sotto la vigilanza delle forze di peacekeeping russe che si sono stabilite nel 2020 dopo la fine delle ostilità.

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