I primi exit poll mostrano il Likud del Primo Ministro Benjamin Netanyahu come il partito più grande, ma la sua coalizione di governo non ha raggiunto la maggioranza parlamentare. Difficile per Gadi Eisenkot formare un governo con gli arabi.

Le proiezioni diffuse dalle tre principali emittenti televisive israeliane dopo la chiusura dei seggi alle 22:00 ora locale (16:00 ET) mostravano il Likud vincitore di 25 seggi nella Knesset, composta da 120 seggi, contro i 23 seggi ottenuti dal partito Yashar dell’ex capo militare israeliano Gadi Eisenkot, secondo gli exit poll dei canali 12 e 13, e i 21 seggi secondo Kan 11.
La proiezione degli equilibri parlamentari indicava 50 seggi per il blocco di destra e religioso di Netanyahu, 53 per i principali partiti di opposizione e 17 per i partiti arabi, lasciando a nessuno dei due blocchi principali i 61 seggi generalmente necessari per formare un governo.
Sebbene si preveda che il partito di Netanyahu rimanga il più grande in parlamento, il suo futuro politico è tutt’altro che sicuro. I partiti di opposizione, insieme alle fazioni arabe, avrebbero complessivamente 70 seggi, il che non significa necessariamente che si accorderebbero per formare un governo unito.
Difficile che Gadi Eisenkot possa formare un governo con gli arabi.
I risultati aprono la strada a settimane potenzialmente lunghe di negoziati per la formazione di una coalizione, con la possibilità che Netanyahu perda il potere nonostante il Likud si sia classificato primo.
I risultati sono proiezioni preliminari, non un conteggio ufficiale dei voti, e potrebbero cambiare con lo spoglio delle schede nei prossimi giorni.
Le elezioni si sono svolte dopo una giornata straordinaria nei seggi elettorali di tutto Israele, con lunghe code e un’affluenza alle urne che ha raggiunto livelli mai visti da decenni.
Secondo la Commissione elettorale centrale israeliana, l’affluenza alle urne in Israele ha raggiunto un livello record.





