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Ex Ilva, la procura di Taranto chiede gli arresti per Lucia Morselli

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Ex Ilva

Chiesti i domiciliari per ex AD di Acciaierie d’Italia, l’ex direttore dell’Area Ambiente del siderurgico, Alessandro Labile, e il responsabile dei controlli degli impianti, Francesco Astorri

Arresti domiciliari per Lucia Morselli, ex amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, l’ex direttore dell’Area Ambiente del siderurgico di Taranto, Alessandro Labile, e il responsabile ISPRA per la valutazione e i controlli degli impianti di interesse strategico nazionale – fattispecie in cui rientra l’ex Ilva di Taranto -, Francesco Astorri, sono stati chiesti dalla Procura di Taranto.

La richiesta è collegata a un’indagine sull’inquinamento a Taranto nel periodo tra il 2019 e il 2024. La Procura ha chiesto misure interdittive anche per altre 10 persone tra manager e responsabili di funzioni.

Lucia Morselli amministrava Acciaierie d’Italia nell’ambito di una gestione che vedeva la multinazionale ArcelorMittal come socio di maggioranza. Gestione poi superata a febbraio 2024 con l’immissione di AdI nell’amministrazione straordinaria, tuttora vigente.

Sono indagate 28 persone e 5 società. In 8 rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro l’ambiente, l’incolumità pubblica e la pubblica amministrazione. L’inchiesta è condotta dai pm Mariano Buccoliero, Francesco Ciardo, ora alla procura di Lecce, e Francesco Sansobrino.

Interrogatori preventivi per l’ex presidente di Acciaierie d’Italia di Taranto, Lucia Morselli, e altre due persone indagate nell’inchiesta bis Ambiente svenduto, sull’inquinamento dello stabilimento siderurgico sono fissati per il 3 novembre.

La richiesta avviene mentre si è in attesa del deposizio della sentenza della Cassazione sul destino dell’impianto di acciaio primario.

L’udienza davanti alle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione sulla vicenda dell’ex Ilva di Taranto (che riguarda il ricorso contro il blocco dell’area a caldo) si è già tenuta lo scorso 20 ottobre.

Al termine dell’udienza, la Suprema Corte si è riservata di decidere. Al momento non è stata fissata una data ufficiale e tassativa per il deposito della sentenza: tra gli operatori giuridici ed economici prevale la cautela, e l’orientamento generale fa ritenere che il dispositivo possa essere pubblicato direttamente insieme alle motivazioni.

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  • Redazione

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