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Massimalisti e fondamentalismi vogliono cancellare la democrazia

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Massimalisti e fondamentalismi

La sinistra massimalista, fusa nel fondamentalismo religioso, alza il tiro e mira a cancellare la nostra democrazia

L’Italia è un Paese libero e libera deve anche essere la circolazione di uomini e merci, ma questo non vuol dire che da noi ci sia la facoltà di tramare contro il Paese, di praticare e d’istigare atti di violenza, di delinquere e di compiere reati.
La libertà del singolo non deve mai essere pregiudizievole per la libertà complessiva del Popolo.

Il Popolo, nel suo complesso, è, inoltre, costituzionalmente libero di professare e di manifestare i propri sentimenti religiosi e politici, come di assolvere ai propri previsti e predicati doveri morali.

Occorre attenzione però!

I sentimenti etici siano scelte legate a ispirazioni religiose compatibili con la storia e con la cultura consolidata delle comunità e, per quanto ovvio, con le leggi del Paese e con la sua Carta Fondamentale, senza tralasciare il rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti e sui doveri di uomini e popoli.

Per la nostra cultura, e per la diffusa convenzione sociale, i sentimenti etici hanno sostanza spirituale e civile, se s’ispirano ai tradizionali valori formativi di pace, amore, fratellanza, solidarietà e rispetto del prossimo.

Tutto il resto, se non è fanatismo, del tutto incompatibile, invece, con la nostra cultura e con i nostri valori, non può che essere strategia e metodo di dissolvenza della nostra storia e delle nostre tradizioni: in sostanza, una forma diaggressione di civiltà per stravolgere etica e metodi di libertà e di pluralismo.

Così non andrebbe affatto bene!

Reprimere tali atteggiamenti avrebbe, pertanto, la stessa valenza civile della necessità sanitaria di estirpare un tumore, prima che le metastasi si diffondano!

Se poi esistesse anche un legame tra il fanatismo religioso e l’odio verso la cultura e le libertà occidentali, con, in aggiunta, l’aggravante antisemita, cioè se si facesse strada persino la percezione d’un rigurgito nazi-fascista, espresso e associato, sotto mentite spoglie, ad altri massimalismi, ci sarebbe anche un pericolo imminente da porre sotto controllo e, nel caso, anche respingere.

In una democrazia sotto attacco, non si sono anticorpi che tengano, se non l’azione di reprimere in modo civile, ma rigoroso, le violenze e di controllare, senza tregua, il fenomeno della progressiva invasione di genti e culture “nemiche”.

In condizioni d’inedia, infatti, ci sarebbe persino il rischio che crollino sia la nostra libertà e sia la nostra democrazia.

Al massimalismo politico, come appare evidente dalle notizie di premeditazione e gestione dei fenomeni di violenza, si è associato, e quasi fuso, l’estremismo fondamentalista.

Il massimalismo, con la sua intransigenza illiberale, è diventato la cartina di tornasole della violenza politica. Occorre ricordare che in Italia, negli anni 20 del secolo scorso, il massimalismo della sinistra ha dato origine sia al fascismo che al comunismo.

La democrazia, invece, è consenso, non devastazione e violenza e tanto meno furto e vandalismo.

Col confronto delle idee, cioè col sistema delle democrazie, le idee assolute non avrebbero più spazio, perché è proprio nella pratica del confronto dialettico e pluralista e con il consenso del popolo, che si formano le misure, le compatibilità e le sostenibilità delle scelte.

Al contrario, in quel massimalismo politico che si fonde col fondamentalismo religioso, ambedue basati, rispettivamente, sul velleitarismo e sulla presunta purezza ideologica, ovvero religiosa, si ritrovano il massimalismo e il fanatismo nel coniugare violenza e terrore.

Attenzione e fermezza, pertanto, perché la sinistra massimalista, fusa nel fondamentalismo religioso, alza il tiro e mira a cancellare la nostra democrazia.

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