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ATLANTE DELLE DEBOLEZZE, ATTORI STATALI E NON STATALI – I

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di Marco Palombi

1. Attori Statali e non Statali’

Quando leggiamo questo titolo, ci viene in mente la Wagner? O Black Rock? Giusto. Ma non sono solo quelli che sono citati dai media, anzi.

Chiediamoci: che ruolo hanno nella definizione delle relazioni tra popoli, tra Stati gli attori non statali?

I Non-State Actors (NSA) sono attori politici che non sono Stati. Esistono dibattiti sull’origine e l’emergere degli NSA nella politica internazionale, alcuni li vedono come attori antichi che esistevano prima degli Stati, mentre altri li considerano attori moderni emersi dopo la Guerra dei Trent’anni.

Gli NSA possono includere organizzazioni non governative, aziende multinazionali, gruppi criminali, think tank, accademici, media e altri gruppi. Possono essere divisi in due categorie principali: quelli che accettano la legittimità degli Stati e quelli che la mettono in discussione. Le ONG, le aziende e le organizzazioni accademiche sono spesso nella prima categoria, mentre i gruppi criminali possono rientrare nella seconda.

Gli NSA possono operare a livello nazionale o transnazionale e sono influenzati da eventi storici come le guerre mondiali e la Guerra Fredda. Possono agire come partner produttivi o ostacolare i processi politici degli Stati.

Per comprendere gli NSA, è possibile utilizzare diverse teorie delle relazioni internazionali, come il realismo, il liberalismo e il costruttivismo. La definizione di chi sono gli NSA varia, ma in generale sono attori che non sono Stati e che hanno un potenziale impatto sulla politica nazionale e internazionale”.

Esistono due principali correnti di pensiero nella politica internazionale riguardo all’origine degli Attori Non-Statali (NSA): una’” considera questi attori come antichi, presenti prima dell’emergere degli Stati moderni, mentre l’altraiv li vede come un fenomeno moderno che ha avuto origine nel XVII secolo con il Trattato di Westfalia del 1648, che rappresenta la base per l’emergere degli Stati nazionali moderni.

La prima corrente di pensiero suggerisce che gli NSA esistessero già quando l’umanità iniziò a stabilirsi e formare comunità civilizzate. Questi attori, presenti in regioni geograficamente complesse, interagivano con monarchie e regni attraverso varie strategie, tra cui pagamenti in denaro o in natura, gestione di eserciti per competere o accordi per convivere pacificamente.

La seconda corrente di pensiero collega l’emergere degli NSA alla firma del Trattato di Westfalia nel 1648, che è considerato la base per la nascita degli Stati nazione moderni. Da allora, fino alla fine della Guerra Fredda, gli Stati erano considerati gli unici attori nella politica internazionale. Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli NSA hanno acquisito eminenza, portando a discussioni sulle relazioni transnazionali e all’emergere di nuove teorie come il transnazionalismo e il neoliberalismo.

Gli NSA possono essere suddivisi in diverse categorie in base a orientamento, funzioni, status legale, portata geografica, interazione con gli Stati e livello di operatività. Le categorie principali includono organizzazioni internazionali intergovernative (IGO) e organizzazioni non governative internazionali (INGO). Le IGO sono create e riconosciute dagli Stati, mentre le INGO sono create da individui, aziende e altre forze sociali e sono organizzazioni transnazionali senza legami legali con gli Stati.

Altre categorie di NSA includono il settore privato, che comprende le aziende transnazionali e multinazionali, e le organizzazioni non governative (ONG). Alcuni studiosi aggiungono una terza categoria che comprende attori che sono una combinazione di aziende e ONG. Va notato che la classificazione degli NSA può essere oggetto di dibattito, in quanto alcune organizzazioni possono essere influenzate o controllate dagli Stati, il che ne limita l’autonomia come attori politici indipendenti.

I realisti, socialisti e marxisti considerano lo Stato come l’unico attore legittimo nelle relazioni internazionali e generalmente non riconoscono gli Attori Non-Statali (NSA).

Tuttavia, gruppi terroristici che hanno sfidato l’autorità degli Stati hanno costretto la scuola di pensiero realista a notare la loro esistenza come attori non statali. La dichiarazione della “guerra al terrore” da parte degli Stati Uniti e l’emergere dell’idea di “soft power” hanno spinto i realisti a prestare attenzione a questi attori al fine di mantenere l’equilibrio di potere.

Ciononostante a maggior parte dei realisti continua a considerare gli Stati come i monopolisti del potere e vede l’emergere e l’influenza degli NSA come una sorta di strumento degli Stati nazionali per raggiungere i loro obiettivi.

Per i realisti, gli Stati interagiscono in un sistema anarchico, agiscono allo stesso modo e fungono da attori unitari. Questo approccio non richiede agli analisti di aprire il “contenitore” dello Stato mentre spiegano e comprendono la politica internazionale. Il realista strutturale Kenneth Waltzv riconosce l’importanza degli NSA nella politica, ma limita questa considerazione alla politica interna di uno Stato.

I costruttivisti, come Wendtvi, riconoscono il contributo degli NSA nell’avviare il processo di cambiamento sociale, ma considerano lo Stato al centro di qualsiasi cambiamento a livello di sistema. Questo colloca gli Stati al cuore del sistema politico internazionale e li vede come i principali responsabili della formulazione della politica estera, come descritto dai costruttivisti. (continua)

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  • Redazione

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