Home Opinioni IL SINDACATO CHE LICENZIA I SUOI ADDETTI, UN ALTRO MONDO ALLA ROVESCIA

IL SINDACATO CHE LICENZIA I SUOI ADDETTI, UN ALTRO MONDO ALLA ROVESCIA

0

di Alessandro Roazzi

Non avevo capito, vedendo un servizio in tv nel quale una giornalista incalzava un Landini muto su un episodio di licenziamento interno alla Cgil, di cosa si trattava. Anzi vedendo l’inseguimento mi ero infastidito. Poi scopro che il destinatario di quell’odioso provvedimento era Massimo Gibelli che per molti anni ha guidato la comunicazione del sindacato di Corso d’Italia. E mi viene spontaneo esprimere la mia solidarietà e il rammarico per constatare che non gli sia lasciata una diversa opportunita’ in un sistema sindacale tanto ampio.
Nel passato diversi dirigenti della comunicazione nel movimento sindacale sono diventati dirigenti nelle strutture sindacali con buoni esiti. Ad essi veniva riconosciuto il legame con il sindacato e al tempo stesso si rifiutava l’idea che non solo chi non era più utile in un servizio ma anche un avversario avessero come sorte, nel sindacato, la…porta. Non era nel costume sindacale e sociale.
Oggi si preferisce concentrare, il rapporto con la opinione pubblica, nel leader e a tale proposito si preferisce appoggiarsi a società di comunicazione. Tempi diversi dai miei. Semmai mi viene da ricordare quando lavoravo in quella stessa posizione di Gibelli alla Uil. Un lavoro che era al tempo stesso rivolto non solo a sostenere le posizioni del sindacato ma anche a provare ad aiutare i colleghi che si occupavano di sindacato, senza distinzioni, a comprendere cosa stava accadendo, mentre all’interno si provava a dare voce anche alle innumerevoli iniziative dei diversi settori sindacali (e strutture territoriali e di categoria) che non potevano avere molta visibilità.
Tutto questo puo’ essere legittimamente ridimensionato visti anche i grandi cambiamenti con i social ma fino alla sua sparizione? Non entro più nel merito della vicenda Gibelli, non conosco le dinamiche oltre quello che ho sentito e letto, ma avverto una grande malinconia. Di Gibelli che ho conosciuto direttamente posso dire solo che spero che ad una persona per bene e competente venga resa giustizia. Lo merita.
 

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui