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GOOYEAR, LA STORIA DEI PNEUMATICI

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di Gianvito Caldararo

Charles Goodyear nasce nel 1800 a New Haven nel Connecticut, figlio di un piccolo industriale. Charles aveva mostrato interesse alla carriera religiosa, ma le modeste condizioni economiche della famiglia non gli consentirono di andare oltre la scuola superiore. Il padre, uomo molto pratico, riteneva Charles dotato di buone doti commerciali e che quindi potesse essergli di aiuto nella conduzione dell’attività familiare.
Nel 1820 in America scoppia una grave crisi economica che coinvolge anche la ditta di ferramenta del padre. Charles rilevò i debiti dell’anziano padre finendo in carcere, al suo posto, come debitore insolvente. Era il primo dei tanti “soggiorni” nelle prigioni americane che la vita gli avrebbe riservato. Nel 1830 Goodyear si reca a New York e durante la passeggiata lungo una strada di Manhattan, la sua attenzione fu attratta da certi oggetti di gomma esposti nelle vetrine di un negozio.
Proprio nel periodo in cui Goodyear si stava interessando a questo prodotto, negli Stati Uniti dilagava la mania della gomma, che però non durò a lungo. Ma Charles continuava a rimanere attratto dal prodotto e si lasciò presto affascinare dalla sfida di trasformare la gomma in qualcosa di utile e pratico. Tornato a New York, per non aver pagato delle fatture, finì di nuovo in carcere. Dal momento che in carcere non aveva niente da fare, dalla moglie si fece portare della gomma grezza e un mattarello. E in carcere cominciò a fare i suoi primi esperimenti. Dopo cinque anni di inutili tentativi falliti, Goodyear aveva toccato il fondo, al punto che i contadini di Woburn, nel Massachusetts, dove abitava allora, avevano preso in cura i suoi figli .
La grande scoperta avvenne nel 1839, quando Goodyear stava usando del solfuro nei suoi inarrestabili esperimenti. Fu in quel momento che l’impasto di gomma e solfuro, accidentalmente, fini su una stufa e bruciacchiandosi era diventato qualcosa di simile al cuoio. Un incredibile cambiamento, che gli fece capire di aver finalmente creato un tipo di gomma impermeabile. La curiosità e la testardaggine di Goodyear non si erano comunque placati a seguito di quella scoperta; si rendeva conto, infatti, che calore e zolfo erano stati gli ingredienti magici in grado di trasformare la gomma. Ma quanto calore e per quanto tempo? Così continuò a provare e a riprovare finché un bel giorno centrò la formula giusta. Un viaggio a Boston alla ricerca di finanziamenti sfociò nell’ennesimo arresto, che scattò quando non fu in grado di pagare il conto dell’albergo, di soli cinque dollari. Tornato a casa ebbe un’altra, amarissima, sorpresa: il suo neonato era morto. Sei dei dodici figli di Goodyear morirono nel periodo infantile.
Il fatto è che, quando finalmente cominciò a fare soldi con la sua sensazionale scoperta, finì per cedere con quattro soldi i diritti di produzione che avrebbero potuto renderlo miliardario. L’accordo di cessione delle dozzine di brevetti che aveva depositato vanificò quindi gli sforzi di tutta la sua vita. Al momento della sua scomparsa, avvenuta nel 1860, Goodyear lasciò debiti per duecentomila dollari.
Quando nel 1898 venne fondata ad Akron nell’Ohio la Goodyear Tire & Rubber Company, attualmente una delle maggiori industrie mondiali del settore, la società riportò il suo nome, ma la sua famiglia non ricavò alcun beneficio. Nel mercato dei pneumatici il prodotto Goodyear si distingue per due fattori-chiave, la qualità e la diversificazione.
La struttura operativa della società, a livello mondiale, copre oltre 185 paesi e con oltre 45 mila punti vendita. La Goodyear ha progettato più di tremilacinquecento tipi di pneumatici, tra i quali quelli che, prima nella storia spaziale dell’uomo, hanno girato sul suolo lunare in occasione dello sbarco degli astronauti americani Armstrong e Aldrin.
La Goodyear è presente in Italia dal 1959 e dal 1965 vanta un suo complesso di produzione a Cisterna di Latina, dal quale escono ogni giorno oltre sedicimila pneumatici. L’affiliata italiana si caratterizza per gli ottimi risultati commerciali.

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  • Redazione

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