
La sortita del socialista Giuliano Amato, l’unico di quelli (forse) vicini a Craxi graziato da Mani Pulite, sembra una di quelle bombe a grappolo oggi tristemente di moda.
Una bomba a grappolo capace di destabilizzare il Paese, indebolendone le politiche europee e internazionali.
Partiamo dalla Francia. Già i rapporti tra la Francia e l’Italia non sono dei migliori, nonostante il Trattato del Quirinale, che mira a fornire un quadro stabile e formalizzato per la cooperazione nelle relazioni tra i due Paesi. La Francia potrebbe essere un alleato importante per la discussione in atto relativamente al Patto di Stabilità.
Da Cernobbio il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha mandato un messaggio chiarissimo all’indirizzo del governo Meloni: se non si trova un accordo sul nuovo Patto di stabilità, non sarà prorogata la sospensione concessa in pandemia. E da gennaio torneranno quindi in vigore le regole del vecchio Patto, con tutti i loro difetti e quelle regole sul debito che potrebbero penalizzare soprattutto l’Italia. Come al solito i cooptati minacciano.
L’intesa con la Francia è uno dei tasselli sui quali si è abbattuta una delle bombe a grappolo di Amato, che sembra così infliggere un colpo al Governo Meloni. Colpo, guarda caso, partito da Repubblica, ossia dal giornale degli Agnelli, che sta conducendo una guerra feroce alla leadership della Meloni.
In perfetto allineamento con la prima bomba, arriva quella nei confronti di Mattarella, il quale è stato il più vicino a Macron e ha fatto da pontiere quando, grazie al ministro degli Interni francese, tra Italia e Francia le cose si erano messe male.
Dopo aver accusato la Francia e la Nato di aver abbattuto l’aereo Itavia a Ustica, indicando il Paese transalpino come inaffidabile e bugiardo, Amato attacca il Presidente della Repubblica, il quale, a proposito di Ustica, pochi giorni prima, aveva detto: “Una completa verità non è stata pienamente raggiunta nelle sedi proprie e questo rappresenta ancora una ferita per la sensibilità dei cittadini. I risultati ottenuti spingono a non desistere, a ricercare i tasselli mancanti, a superare le contraddizioni e rispondere così al bisogno di verità e giustizia”. “Quando avvenne la tragedia –aveva sottolineato Mattarella -, una cappa oscurò circostanze e responsabilità. Fu difficile aprire varchi alla verità sulla strage; anche a causa di opacità e ambiguità. L’impegno dei familiari è stato prezioso. Alla loro tenacia e alla professionalità di donne e uomini delle istituzioni si devono i passi avanti compiuti per smentire l’ipotesi iniziale di un cedimento strutturale del velivolo e ricostruire la dinamica degli eventi”.
Amato, con la sua “verità” smentisce Mattarella e in questo modo lo destabilizza, ne riduce la credibilità e con lui, in buona sostanza, la credibilità del Quirinale e, conseguentemente il rapporto tra Italia e Francia che è contenuta nel Trattato.
Nella trattativa che si sta aprendo in Europa, sul finire del mandato disastroso dell’intesa tra Ppe e Socialisti & Democratici, Italia e Francia non devono agire assieme.
Cui prodest?
Passiamo alla questione della Nato. L’Italia, con il Governo Meloni, è oggi uno dei partner più stretti degli Usa e della Nato in un’Europa dove, data l’insipienza e l’inconsistenza delle leadership europee, è il vero punto di riferimento, con l’Unione Europea al traino per le cose importanti e libera di vociare e di fare disastri con l’ideologia woke e le partite per ricchi green e climatica. Per la geopolitica allineati e buoni, per fare del male al popolo liberi di agire.
Alla domanda della giornalista di Repubblica che chiede: “Tra fedeltà alla Costituzione e fedeltà alla Nato in tutti questi anni è prevalsa la seconda?”, Amato risponde: “Purtroppo sì. E questo non dovrebbe accadere perché la Nato sta dentro l’articolo II della Carta, quindi dovrebbe operare in modo da realizzare pace e giustizia fra le Nazioni. Qui invece cosa è successo? Un apparato costituito da esponenti militari di più paesi ha negato ripetutamente la verità pensando che il danno sarebbe stato irrimediabile per l’alleanza atlantica e per la stessa sicurezza degli Stati. E quindi tutte queste persone hanno coperto il delitto per “una ragion di Stato”, anzi dovremmo dire per “per una ragion di Stati” o per “una ragion di Nato”. In base alle regole della ragion di Stato, il crimine forse sarebbe stato meno grave se fosse stato soppresso il leader libico, che era l’obiettivo dell’azione militare. Ma invece sono stati uccisi ottantuno innocenti passati lì per caso. E quindi resta un delitto gravissimo”.
Dire che c’è un contrasto tra Costituzione e Nato, in quanto la Nato dovrebbe assicurare pace e giustizia tra le nazioni, mentre si è prestata ad operazioni di guerra che hanno ammazzato dei civili e dire che i militari, quindi anche quelli italiani, hanno di fatto aggirato la Costituzione per obbedire alle regole della Nato, significa dire che la Costituzione è carta straccia quando intervengono le ragioni della Nato e che l’Italia è un Paese senza effettiva sovranità.
La questione della Nato è la questione delle questioni, data la presenza in Europa di una guerra che vede i Paesi Nato schierati a difesa dell’Ucraina e tra questi l’Italia in prima linea.
Inoltre l’Italia sta dicendo, da quando c’è al governo la Meloni, che intende essere il principale attore di difesa del fianco sud dell’Alleanza Atlantica, con tutto quanto questo concerne nel rapporto con i Paesi arabi, con Israele e con i Paesi africani.
Che ci sia qualcosa che non quadra nella conduzione del deep state italiano è ormai cosa evidente, come sta dimostrando l’eclatante uscita del generale Vannacci e come hanno dimostrato i libri di Palamara, ma è sorprendente anche cosa è accaduto recentemente all’Onu.
Diverse associazioni ebraiche hanno espresso stupore e sdegno per il voto favorevole dell’Italia ad una risoluzione adottata dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) di condanna verso Israele per aver violato i diritti delle donne. L’Italia è stata tra i 37 stati a votare favorevolmente a questa risoluzione. Una decisione che allinea lo Stato italiano a Paesi come l’Afghanistan, il Qatar, lo Zimbabwe e la Libia, nei quali i diritti delle donne vengono calpestati quotidianamente, e in maniera plateale. Tra i sei voti contrari sono stati registrati quelli della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, che hanno denunciato la selettività della risoluzione. Lo Stato ebraico, nella risoluzione patrocinata da Cuba, Siria, Corea del Nord, Venezuela e altri Paesi, è stato accusato di essere un “grande ostacolo” per le donne palestinesi “per quanto riguarda il rispetto dei loro diritti e il loro progresso, l’autosufficienza e integrazione nello sviluppo della loro società”.
https://www.shalom.it/blog/news/a-stupore-e-sdegno-per-il-voto-della-italia-alla-onu-contro-israelea-la-reazione-delle-associazioni-b1134231
Anche questa vicenda dimostra che il deep state è impazzito come la maionese, oppure che ci sono manine di infiltrati che stanno disastrando il Paese nei suoi punti più sensibili.
Se vogliamo passare alla sinistra, è evidente che lo scherzetto fatto a Bonaccini, ossia alla tradizione del Pd, con l’arrivo di Elly Schlein votata dai gazebo, ossia da chiunque avesse due euro da spendere, ha trasformato il Partito democratico in una associazione woke di impostazione Open society foundation. Il M5Stelle è stato ridotto ad una realtà in stile Masaniello. In buona sostanza la sinistra, se così si può chiamare, al netto di chi pontifica da Bruxelles in quanto parte dei cooptati, è ridotta ad una mucillaggine giallo rosso verdastro, incapace di essere persino un’opposizione.
Ora, l’attacco è condotto sotto la chiglia al Governo e alle istituzioni repubblicane, perché l’Italia deve essere, come è stata nel periodo gestito dall’Ulivo, un servo prono ai desideri della finanza internazionale; non può alzare la testa.
Forse anche nella direzione del potere finanziario, che sta perdendo colpi, si può vedere qualche manina? A pensare male di solito si indovina.
In discussione c’è la possibilità che la Meloni, leader dei conservatori europei, probabilmente legittimata dagli Usa (vedi l’incontro con Kissinger), determini una svolta conservatrice in Europa nel 2024 che manda a casa i socialisti e chi con loro si è venduto l’anima alla finanza.
Come al solito c’è chi pensa che dietro alle manovre varie ci sia la manina di Putin, nel solito giochetto della caccia i putiniani, guarda caso inscenato dalla sinistra (se così si può chiamare). La storia dei putiniani è utile a mascherare le manovre in atto da parte delle manine. Pura disinformatia per nascondere le vere manovre.
Putin credo si sia già ben orientato nei rapporti con l’Asia e con l’Africa per non voler avere nulla a che fare con chi oggi dirige l’Europa, fintanto che non si chiariranno le questioni internazionali con gli Usa, che sono i veri interlocutori del Cremlino. Il rapporto non è Putin Bruxelles, ma Mosca -Washington. La von der Leyen è un fantasma che cammina.
A quanto pare, al netto di Putin che pensa ad altro, le manine che stanno agendo in Italia vogliono destabilizzare il Paese e l’intervento a gamba tesa di Amato va in questa direzione. Se governa la destra, meglio mandare tutto a gambe all’aria.
Bombe a grappolo sono disseminate, con messaggi e ricatti. Mala tempora currunt, ma, a ben vedere, quando le cose escono allo scoperto, tutto sommato, è meglio.
L’infezione, quando è evidente, può essere curata: a volte tagliando, a volte disinfettando. L’importante è farlo, e presto.





