Home Politica IL TEMA INELUDIBILE È EMME O EMME

IL TEMA INELUDIBILE È EMME O EMME

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Se guardi il mondo dal buco della chiave, inevitabilmente il mondo avrà la forma del buco della chiave. Se quando ti indicano la luna tu guardi il dito, significa che non hai capito niente o, peggio, che non vuoi capire.

Accade così che, relativamente al libro del generale Roberto Vannacci, i commentatori, comunque commentino, sono fermi al dito e al buco della chiave.

Il libro del generale andrebbe inteso come una chiave da inserire nella toppa per aprire la porta e vedere cosa c’è nella realtà circostante. Nella realtà, sia chiaro, e non nell’idea che chi guarda dal buco della chiave si è fatto della realtà.

Lasciamo pertanto il libro di Roberto Vannacci e apriamo la porta.

La realtà, sempre più evidente, è quella di una dualità impropria di poteri che, per ora contenuta, rischia di scoppiare. La dualità è tra il Governo e il Colle, che è sceso in pianura, o, se si preferisce, è entrato in campo, ponendosi oggettivamente come controcanto del Governo su temi politici, perdendo così la funzione super partes, per diventare parte.

La questione è più di fondo e più ampia del confronto, ormai non episodico, tra il Governo e le opinioni politiche del Colle, ossia, per non nasconderci dietro a un dito, tra Meloni e Mattarella.

La questione riguarda l’idea stessa di democrazia.

Il popolo italiano ha votato e ha dato mandato al centro destra e a Giorgia Meloni di governare il Paese sulla base di precisi orientamenti politici, sia di politica interna, sia di politica estera.

Piaccia o non piaccia, poiché la Costituzione afferma che il popolo è sovrano, è la sovranità del popolo che legittima le istituzioni del Paese, compresa, sia pure in forma indiretta per nomina parlamentare, quella della più alta carica dello Stato, ossia la Presidenza della Repubblica, chiamata ad essere garante della Costituzione stessa e non ad essere attore politico, ossia a scendere dal Colle per entrare in campo.

Nel campo si confrontano i partiti, i gruppi parlamentari, le forze sociali, le idee tra le più diverse. Il Colle non fa parte del campo.

Accade, tuttavia che, da tempo, sia invalsa l’idea che si possa chiamare democrazia un’oligarchia, con un giochetto di mimetizzazione in base al quale si salva la forma democratica e si attua la sostanza oligarchica.

In base a questo giochetto mimetico, se il popolo decide di votare chi non piace al potere oligarchico, la sua sovranità va limitata, perché il popolo viene considerato un minorenne che ha bisogno di un tutore che lo educa e lo riporta entro i confini di quel recinto che l’oligarchia chiama democrazia e che è, guarda caso, come il famoso buco della chiave.

In buona sostanza il popolo è sovrano se guarda dal buco della chiave, unica visione consentita dall’oligarchia, altrimenti, se apre la porta e dice che la sua sovranità deriva dalla sua chiara visione della realtà allora è da educare.

In Italia l’oligarchia si è incarnata nella fusione tra ex democristiani ed ex comunisti. Fusione che ha determinato un blocco di potere che ha pensato e pensa di essere il solo destinato a governare e, quando accade che il popolo sceglie diversamente, a fare in modo che chi governa per mandato popolare venga ricondotto nel recinto dove si vede la realtà dal buco della chiave.

Ora, da tempo il Colle esterna linee politiche di politica interna e internazionale che sono in evidente contrapposizione con quelle del Governo.

Siamo, pertanto in presenza di una situazione anomala, che rende debole la democrazia, che contrasta con la Costituzione e che, come era pensabile potesse accadere, è uscita allo scoperto deflagrando in un agosto infuocato non solo dall’iperattività solare.

Alla luce del sole è arrivata la questione, squisitamente politica, dell’oggettivo contrasto tra il Colle e il Governo.

Vannacci ha inserito la chiave nella toppa è ha aperto la porta. Ora ciò che importa non è la chiave, ma la realtà che è evidente e alla luce del sole dopo che la porta è stata aperta.

È di questo che dovrebbero occuparsi i commentatori, se non vogliono occuparsi del dito per evitare di guardare la luna e di questo dovrebbero occuparsi soprattutto coloro che intendono occuparsi, a vari titolo, di politica.

Fare politica guardando dal buco della chiave è consegnarsi al recinto oligarchico pensando di lavorare per la democrazia.

Scendendo in campo il Colle ha reso urgente ridefinire la questione stessa dell’elezione diretta del Presidente della Repubblica e delle sue attribuzioni.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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