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POLITICA INTERNAZIONALE, SOGNANDO L’AUTONOMIA DEL NOSTRO PAESE

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di Ugo Busatti

” Le politiche di difesa, sicurezza e alleanza richiedono statisti dotati di lungimiranza e forza d’animo necessarie per guidare i loro popoli verso la speranza, e non demagoghi improvvisati, anche se travestiti da menestrelli pop.”
Cosí si conclude un perfetto articolo pubblicato su “Il Riformista”. Perfetto perché esprime perfettamente la contraddizione di base che oscura le menti della gente perché passa per la giustificazione inevitabile della “deterrenza”, che tale non é. Come al solito si vuole prendere in giro la gente nel piú totale disprezzo della intelligenza “che vede”.
E cosa vediamo? Quello che é evidente. Ci si arma per imporre e non per difendersi. Il principio della “deterrenza”, invocato dai guerrafondai, non é altro che un modo per poter continuare ad imporre la prevalenza dei propri interessi economici.
Domanda: mettiamo per ipotesi che domani l’Italia si sfili dalla Nato, e mantenga ovviamente un budget militare (fino a quando il Mondo non sará guidato da veri Statisti che vogliono il bene delle genti, e non la loro sottomissione) dato che siamo in grado con le nostre industrie di produrre aerei, carri armati e mazzafionde. Cosa succederebbe il giorno dopo?
Sicuramente saremmo puniti dagli altri Stati ex alleati. Puniti con sanzioni di diritto? In base a quale crimine contro l’umanitá, come oggi vendono le sanzioni che diamo a destra e manca , noi che siamo civili contro gli incivili? Che vogliamo solo “preservare” la nostra sicurezza senza allearci con una coalizione che non riteniamo piú essere rappresentativa? Visto che il diritto non potrebbe essere tirato in ballo, ci sarebbero sanzioni di fatto. Il nostro sistema industriale ne sarebbe danneggiato, perché i nostri industriali, oggi fornitori di multinazionali e altro, verrebbero estromessi. Dunque danno economico importante. Ma forse, oggi, in questo contesto malato, potremmo trovare altri mercati meno violenti per i nostri prodotti.
Saremmo invasi dai soliti russi cattivi? O magari da altri? Difficile pensarlo, con le armi convenzionali. Come dimostra l’Ucraina, come dimostrato in Afghanistan, e come dimostrerá presto il Niger, con le armi convenzionali non é cosí facile invadere un altro Paese. Allora ci bombarderebbero con il nucleare? Si spargerebbe la notizia che ci siamo defilati dalla NATO e dunque non piú ” protetti” saremmo ottimo bersaglio per esercitazioni nucleari di altri?
Mi sembrerebbe difficile. Sicuramente pagheremmo un prezzo molto pesante dal punto di vista economico, ma col tempo riusciremmo a rimettere in piedi i nostri rapporti, perché siamo bravi, e il Mondo non puó fare a meno dei nostri prodotti di eccellenza, o del nostro turismo amichevole. E potremmo dare un messaggio agli altri popoli che potrebbero, in Paesi finalmente civili, seguire il nostro esempio. Quale?
Che la politica della deterrenza, che ci vendono col concetto che il Mondo é complicato, é solo il mezzo per continuare a fare affari. Ma esiste anche un’altra via, molto più civile.
La politica della collaborazione. Anche se all’inizio potrebbe costare cara.

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  • Redazione

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