Home Opinioni CL RIMINI, UNA POLITICA SENZA “PENZIEERO”

CL RIMINI, UNA POLITICA SENZA “PENZIEERO”

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di Sergio Pizzolante

Guardavo il Meeting di Rimini in questi giorni.

Vi ho partecipato decine di volte nel passato. Sempre con interesse e ammirazione. Non sono ciellino ma, caspita, livello sempre altissimo, tanta partecipazione, passione, volontariato.

E poi lì iniziavi a capire, dai discorsi dei protagonisti, politici, industriali, intellettuali, il corso delle cose nei mesi dopo, del mondo che si rimette in movimento dopo la pausa estiva.

Cosa ho capito in questi giorni? Niente.

Sarà per colpa mia, sarà perché mi distrae altro, ma niente.

L’unica dichiarazione con titoloni dei giornali è stata quella di Giorgetti: “Sarà un finanziaria dov’è non si potrà fare tutto…”. Ah ecco!

Non è colpa del Meeting, sia chiaro, loro sono bravissimi.

È che non c’è più niente. Niente.

Non c’è notizia, politica. Non c’è politica.

In Italia, intendo.

Qualche tempo fa nutrivo una forte antipatia per Ciriaco De Mita. Prima di conoscerlo lo si prendeva in giro quando ossessivamente ci ricordava che la politica è “penzieeero”.

Ma quanto aveva ragione!

Una volta ci convocò in una riunione, con Cicchitto, Alfano e Casini, per dirci che aveva visto la Lorenzin dalla Gruber(facevamo la lista Lorenzin e un po’ mi vergogno ancora…) e non c’era il “penzieero”.

Che ci riuniamo a fare chiesi a Cicchitto?

Vuole dare un penzieero alla Lorenzin.

“Discorso inutile” cantava Battisti.

Ai meeting politici, da Rimini, a Ceglie Messapica o in Masseria da Vespa, la notizia è che la politica non da notizie.

La notizia è la Masseria.

Ha ragione Sabino Cassese sul Corriere.

È politica quella cosa fatta da tweet e parole acchiappi voti?

Ormai è un suk, si vendono tappeti.

Ognuno vende qualcosa. Parole alle quali ormai è diventato impossibile credere o alle quali non vuoi credere, non ci vuoi proprio credere. Spesso.

Bonus, sconti, card, su case, benzina, libri, pasti, giochi, di tutto. Di più. Il più delle volte niente.

Opinioni? A seconda del giorno. E del momento.

Pensiero, idee, visione? Niente.

Il dibattito è questo: la destra che esibisce una identità alla Vannacci che non fa onore alla destra, che è, dovrebbe essere, meglio di così; la sinistra che manganella ogni parola, ogni sillaba della destra come se fosse( la sinistra..) violenta ed odiatrice più della destra peggiore.

Il penzieero? Assente.

La politica senza pensiero? Non è politica.

È teatro di quart’ordine.

Attori con improvvisate e brevi carriere in palcoscenici luccicosi.

Testimonial di luoghi e di bevande.

Promuovono il contesto( masserie e masserizie…) senza testo.

Luoghi comuni.

Questo è il risultato di quel che analizza Cassese.

È il risultato della fine dei partiti.

Della fine del Parlamento.

Della demonizzazione dei partiti e del Parlamento.

E quindi della Democrazia… che non esiste senza partiti e Parlamento.

Senza pensiero, conoscenza, sapere.

Giovanni Sartori, uno dei più grandi studiosi, insieme a Bobbio e Dahl, dei sistemi democratici, definiva così la democrazia: “ la democrazia è demo- sapere”. Più si diffonde la conoscenza e il sapere, più la democrazia e’ viva e vera.

Altrimenti, sosteneva: “la democrazia diventa un sistema di potere nel quale sono i più incompetenti a decidere, un suicidio”.

Così è.

E nessuno si senta escluso. Diceva De Andre…

Nessuno.

Non è colpa dei politici. Non solo.

Loro adesso sono lì e sono questi perché la politica è questo. È non politica.

Alzi la mano chi in questi ultimi 30 anni non ha gioito all’arresto, spesso in massa, dei politici, senza poi provare vergogna dopo un’assoluzione.

Alzi la mano chi non ha tifato contro il Parlamentare! In quanto tale. Contro i partiti! In quanto tali.

Alzi la mano chi non si è affidato a partiti personali, leader senza partito, partiti senza democrazia, venditori di tappeti vari…

Questo è il risultato.

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