Home Opinioni ITALIANI, UN POPOLO DI GUELI E GHIBELLINI

ITALIANI, UN POPOLO DI GUELI E GHIBELLINI

0

di Ugo Busatti

Dal 1894 al 1906, a seguito dell’accusa di tradimento e spionaggio a favore della Germania mossa nei confronti del capitano alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus, si crearono e scontrarono, due campi profondamente opposti: i “dreyfusardi”, che difendevano l’innocenza di Dreyfus (tra loro si distinse Émile Zola con il suo intervento giornalistico denominato “J’accuse”), e gli “antidreyfusardi”, partigiani della sua colpevolezza. Il tutto comunque era aggravato soprattutto dal fatto che il capitano aveva origini ebree, e in quel periodo tale situazione non era come oggi motivo di vanto.
Questa solfa sul libro del generale Vannucci, a parte consentirgli di vendere tanti libri e fare soldi, é del tutto fastidiosa. Sará motivo di dividere il Paese in Vannacciani ed antiVannacciani? Come al solito, ed é questo il motivo per il quale non esiste la Giustizia nel nostro Paese, non si considera la legge.
Inutile fare l’arabesco per andare dal punto A al punto B.
Ha commesso un reato? Allora va punito.
Non ha commesso reato? Allora va lasciato in pace di esprimere quello che vuole.
Le interpretazioni alle singole frasi ricordano quando a scuola si leggeva qualche passo della Divina Commedia, e non si capiva nulla senza l’interpretazione del professore che spiegava quello che Dante voleva dire. Ma quello era Dante, con tutto rispetto per Vannucci.
É omofobo se dice che i gay non sono “normali” o se uno di colore non rispecchia i tratti somatici di una popolazione? Cosa é la normalitá? Prima si dovrebbero mettere d’accordo su questo, gli esegeti del generale. Se si considera normale la maggioranza, le minoranze non sono normali. In Sudan un bianco non é normale. Se si considera la sua capacitá intellettiva, o la sua capacitá giuridica ad apparire in giudizio, o esercitare dei diritti riconosciuti ad altri, allora é “normale”, anche se in minoranza. Etc etc.
Quello che emerge chiaro da questa situazione é che la condanna o l’assoluzione non passa dai tribunali, come dovrebbe. Ma dal non accettare che la gente si sia stancata di tutto questo incasinamento di valori. La gente é stanca di vedersi coinvolta in una guerra che non é nostra neanche lontanamente. Di pagare con un ridotto potere di acquisto e con difficoltá sempre maggiori questa situazione fuori dal nostro controllo. Di non vedere un futuro rosa per i propri figli e nipoti, anzi ancora piú indebitati da questi irresponsabili ( i politici). Di vedere che i piú elementari diritti di avere una vecchiaia serena o una gioventú piena di speranze sono ridotti ad una pagina bianca.
Servirebbe pacificazione e buonsenso, intelligenza e capacitá di capire anche le tesi altrui, per trovare punti di contatto.
Invece si cerca lo scontro a tutti i costi, usando linguaggio violento e volgare perché si ha bisogno di insultare chi la pensa diversamente, e non di confrontarsi.
Del resto sono dieci anni che ci sto provando, senza risultato. Il confronto richiede sforzo. Meglio insultare o disinteressarsi.
 
 
 
 

 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui