A cura di Agenzia Nova
Raid a sud di Beirut delle Forze di difesa israeliane: “Pronti a un eventuale attacco missilistico iraniano”
“Questo potrebbe compromettere gli sforzi per il raggiungimento di un accordo fra Stati Uniti e Iran”, ha osservato il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf
Le Forze di difesa israeliane (IDF) dichiarano di essere pronte a un possibile lancio di missili iraniani contro Israele nelle prossime ore, a seguito del raid che ha colpito oggi i sobborghi di Beirut, che ha ucciso il comandante del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah, Ali al Hajj.
Secondo quanto riferito dalle IDF in una nota, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir sta conducendo una valutazione “con tutti i comandanti competenti” in seguito all’attacco su Beirut e la stima attuale è che l’Iran lancerà missili contro Israele.
“Le IDF continuano a mantenere la prontezza operativa e lo stato di allerta per una serie di scenari difensivi e offensivi”, si legge nella nota, che aggiunge che “le IDF non tollereranno alcun fuoco diretto contro il territorio dello Stato di Israele”.
È di almeno tre morti e 15 feriti il bilancio provvisorio dell’attacco missilistico effettuato da Israele a Dahiyeh, quartiere della periferia sud di Beirut considerata da Tel Aviv roccaforte di Hezbollah. L’attacco, secondo l’agenzia di stampa libanese “NNA”, avrebbe colpito un appartamento a Ghobeiri e danni significativi sono stati segnalati agli edifici circostanti.
Questa mattina, tre droni attribuiti al movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah sono esplosi in territorio israeliano. In seguito, l’Aeronautica militare israeliana ha lanciato attacchi sul quartiere di Dahiyeh.
In una dichiarazione congiunta, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dichiarato che gli attacchi sono stati condotti “in risposta ai lanci di razzi di Hezbollah contro il territorio israeliano”.
Le IDF, in una propria dichiarazione, hanno affermato di aver effettuato attacchi “di precisione” contro le infrastrutture di Hezbollah nella zona dopo che l’organizzazione terroristica aveva lanciato oggi “alcuni ordigni aerei contro il territorio dello Stato di Israele”.
Secondo fonti israeliane e statunitensi sentite da “Axios”, l’esercito israeliano ha informato il Comando centrale statunitense (Centcom) poco prima di effettuare l’attacco.
“L’attacco israeliano nel sud di Beirut potrebbe compromettere gli sforzi per il raggiungimento di un accordo fra Stati Uniti e Iran”, ha osservato il presidente del Parlamento iraniano e capo dei negoziati con gli Stati Uniti, Mohammad Bagher Ghalibaf, citato dal giornalista di “Axios” Barak Ravid.
“L’aggressione sionista su Dahiya ha mostrato ancora una volta che l’America o non ha la volontà o non ha la capacità di adempiere ai suoi obblighi”, ha detto Ghalibaf, per il quale “se non avete la volontà e la capacità di adempiere ai vostri obblighi, non è possibile parlare di proseguire sul cammino”.
L’attacco compiuto da Israele nel sud di Beirut “non resterà impunito”. Così il vice comandante del comando militare centrale iraniano, Mohammad Jafar Asadi, ha reagito all’attacco con cui oggi le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno attaccato il quartiere di Dahiyeh, situato alla periferia sud di Beirut e considerata da Tel Aviv roccaforte di Hezbollah.
Secondo quanto riferisce “Iran international”, Asadi ha definito l’attacco una nuova provocazione israeliana.





