Saranno Malaysia e Cina le tappe del suo viaggio d’esordio
Con una mossa strategica che segnala un cambiamento pragmatico nella politica estera di Dacca, il neoeletto Primo Ministro del Bangladesh, Tarique Rahman, ha annunciato che la sua prima visita ufficiale all’estero sarà un tour di due Paesi: Malaysia e Cina.
In particolare, ha deciso di evitare l’India, storica potenza regionale e paese confinante.
Il signor Rahman, insediatosi a febbraio dopo la vittoria elettorale del Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP), visiterà Kuala Lumpur il 21 e 22 giugno, per poi proseguire con un viaggio di tre giorni a Pechino a partire dal 23 giugno.
La decisione di non includere Nuova Delhi – tradizionalmente la prima tappa per i leader bengalesi – ha suscitato un notevole interesse diplomatico. Tuttavia, gli analisti di Dacca non la interpretano come un affronto, bensì come una strategia consapevole per perseguire una “politica estera indipendente” ed evitare di essere trascinati nella competizione geopolitica tra i giganti asiatici.
La scelta della Malaysia come prima destinazione è guidata principalmente da considerazioni economiche piuttosto che da motivi politici simbolici. Per la nuova amministrazione, la priorità è il benessere degli 800.000 lavoratori migranti bengalesi in Malaysia, che rappresentano una parte consistente della forza lavoro straniera del Paese del Sud-est asiatico.
I colloqui a Kuala Lumpur si concentreranno principalmente su temi legati alla migrazione lavorativa, come i costi di reclutamento e i canali di impiego legali. Oltre alle rimesse, anche la cooperazione in ambito educativo è in agenda, considerando che oltre 11.000 studenti bengalesi sono attualmente iscritti nelle università malesi.
La Malaysia per Dacca è una destinazione pragmatica, essendo una delle principali destinazioni per l’esportazione di manodopera, e che questa scelta permette al Bangladesh di iniziare il suo percorso diplomatico al di fuori del contesto geopolitico.
Mentre la Malesia ospita la popolazione, la Cina detiene le redini del finanziamento. La successiva visita a Pechino è considerata la tappa strategica più impegnativa del viaggio.
Sotto la precedente amministrazione, la Cina si è affermata come un partner di sviluppo fondamentale, finanziando ingenti infrastrutture nell’ambito della Belt and Road Initiative (BRI).
Tuttavia, l’instabilità politica successiva alla transizione del 2024 ha bloccato diversi progetti chiave. L’agenda del signor Rahman a Pechino dovrebbe concentrarsi sul rilancio dei progetti infrastrutturali e sull’ottenimento di nuovi investimenti in tecnologia, energie rinnovabili e agricoltura.
In particolare, il progetto di gestione del fiume Teesta è in cima alla lista. Il Bangladesh ha formalmente richiesto finanziamenti alla Cina per la gestione e il ripristino complessivi del fiume, un progetto che storicamente ha rappresentato un punto critico nei negoziati tra India e Bangladesh sulla condivisione delle acque.
La decisione di rinviare una visita in India si inserisce in un contesto di delicate relazioni bilaterali. I rapporti tra Dacca e Nuova Delhi si sono raffreddati significativamente dopo la destituzione dell’ex Primo Ministro Sheikh Hasina nel 2024, che da allora è rimasta in India.
Sebbene il governo del BNP abbia intrapreso passi per normalizzare le relazioni, permangono tensioni sulla gestione del confine. Nelle ultime settimane, Dacca ha accusato le autorità indiane di tentare di spingere migranti irregolari oltre confine senza le dovute procedure, un’accusa che Nuova Delhi sta cercando di affrontare attraverso pattuglie coordinate.
Nonostante il rinvio della visita del capo di governo, l’India ha già fatto delle aperture. Il Presidente della Lok Sabha, Om Birla, ha partecipato alla cerimonia di giuramento del signor Rahman con un invito personale del Primo Ministro Narendra Modi.
Inoltre, l’India ha recentemente nominato l’ex parlamentare Dinesh Trivedi come suo prossimo Alto Commissario in Bangladesh, una nomina politica vista come un segno della “massima priorità” che Nuova Delhi attribuisce alle relazioni bilaterali.
Tale scelta della Malaysia è stata accolta positivamente a Nuova Delhi come un “segnale rassicurante” che indicava come Dacca non si stesse affrettando a puntare su un unico polo.
Gli osservatori notano che questa manovra di politica estera si allinea con la dottrina dichiarata del BNP “Bangladesh First”, in contrasto con l’approccio “Amicizia con tutti, ostilità con nessuno” della precedente amministrazione.
Iniziando il suo mandato con visite a un alleato di media potenza (Malaysia) e a un principale finanziatore dello sviluppo (Cina), il Primo Ministro Rahman sembra voler segnalare al mondo, e in particolare a Nuova Delhi, che, sebbene l’India rimanga un vicino indispensabile, la bussola diplomatica ed economica di Dacca non è più fissa in una sola direzione.
L’itinerario del premier nei prossimi mesi, che include una possibile visita in India nel corso dell’anno, determinerà se questo delicato equilibrio stabilizzerà la regione o inaugurerà una nuova era di diplomazia competitiva in Asia meridionale.


Carlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.


