di Alessandro Roazzi
Giulio Sapelli qualche volta ci prende. Chissà se lo fa anche quando parla di una Italia destinata al sottosviluppo, in un mondo in lungo e non indolore disordine, con potentati sovranazionali che dettano non le regole ma privilegi e rinunce.
Forse la visione da …Medioevo futuro che ogni tanto riaffiora con alterna fortuna potrebbe almeno indurre quel che resta della sinistra italiana a concentrare l’attenzione sul modello di società che serve e servirà, finendola di starnazzare per montare in sella ad un potere declinante.
Un Paese che scivola da venti anni, come sostiene Sapelli, verso numeri economici da sottosviluppo non puo’ ignorare che avra’ sempre più forza quel complesso di medie e piccole imprese, lavoratori compresi, che puo’ impedire miseria diffusa e il crollo del welfare. Un blocco sociale fluido ma indispensabile.
Quindi una classe politica senza fette di prosciutto sugli occhi dovrebbe capire che occorrerebbe pensare ad un nuovo sistema centralizzato di Stato, un nuovo ruolo di promotore economico del potere pubblico con tutto quello che ne consegue e il che sarebbe già tanto…
Ma occorrerebbe anche il ritorno ad un costume di vita che torni ad essere imperniato sul merito, sul sacrificio, sulla credibilità e fattibilità degli obiettivi, su una solidarietà motivata e collegata ad un percorso di promozione sociale ed economica.
Una sinistra che si muovesse in modo opposto rispetto a quanto sopra cennato, che rammenta peraltro sempre più’ gia’ un triste passato, potrebbe riattivare la speranza in un futuro.
Educatamente potremmo anche sostenere che i vari Conte, Schlein, Fratoianni e signora, Bonelli, ma anche Calenda, lo stesso Renzi e compagnia cantando non rispondono a requisiti utili a far funzionare di nuovo i valori cardine della sinistra.
La destra puo’ rincorrere la pancia del Paese ma appare priva della caratura necessaria. La presunzione di politica dei capiclan della attuale sinistra infatti non va oltre gli spot pubblicitari che subiamo appena si accende la tv.
E allora? Potremmo dire…si accettano curriculum…




