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IL CNEL, DALLA POLVERE ALLE STELLE

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IL CNEL con Brunetta passa dalla polvere alle stelle. Era l’anno 2016 e il referendum avviato dal governo Renzi, ne proponeva l’abolizione. L’aver inserito in un vero e proprio “quesitone” ne decretò la sua salvezza, dal momento che il referendum fu bocciato dagli italiani. Se fosse stato previsto in un semplice e unico quesito, sicuramente oggi non staremmo a parlare del CNEL – Comitato Nazionale Economia e Lavoro.

Lo stesso governo Renzi, ancor prima del referendum aveva provveduto ad abolire i compensi agli amministratori e a bloccare le assunzioni. Il CNEL, che non ha mai goduto di buona fama, definito a volte carrozzone e dai renziani addirittura “fabbrica di aria fritta”, tutti lo vogliono abolire e nessuno ci riesce. Con la presidenza affidata a Renato Brunetta, politico di lungo corso e più volte ministro, il CNEL è destinato a vivere una nuova stagione da protagonista. Infatti, il neo presidente Brunetta, ha già detto che intende far divenire il Cnel “la casa dei corpi intermedi del Paese”.

Tale affermazione ha suscitato la reazione della segretaria del PD, “Elly Schlein, la quale ha dichiarato che “il Cnel non è la terza Camera”. E alla domanda se incontreranno Brunetta, ha risposto: “per ora nessuno ci ha invitato”. Brunetta, ha fatto già intendere che il Cnel avrà un ruolo che vada oltre il compito di organo di consulenza delle Camere e del Governo, nonché di iniziativa legislativa (articolo 99 della Costituzione), dal momento che il Governo Meloni ha affidato al Cnel il dossier politico più delicato del momento, quello sul salario minimo e in generale delle basse paghe in Italia.

Per la verità il Cnel di Brunetta ha già inviato al Parlamento e alle Commissioni competenti le line guida in materia di retribuzioni e di salario minimo, che sono state unanimemente apprezzate. Nella relazione sostiene che ” la questione salariale non può essere ricondotta unicamente al dibattito sulla opportunità o meno di introdurre il salario minimo legale, ma deve andare a toccare i principali problemi che ostacolano la crescita dei salari.

Come si vede, Brunetta mira ad elevare il confronto e di non limitarsi al solo sterile argomento del salario minimo. Brunetta è pronto ad avviare incontri con maggioranza e opposizione, al fine di concludere la missione affidatagli dalla Meloni entro il previsto prossimo mese di ottobre 2023. Il suo obiettivo è presentare una grande riforma per aumentare i salari e la produzione, con un ampio accordo tra maggioranza e minoranze.

Il leader di Azione, Carlo Calenda, che ha aderito alla proposta avanzata dal “campo largo”, ha però, distinguendosi dagli altri che sono stati freddi e anche critici, ha dichiarato di essere pronto ad incontrare lo stesso Brunetta. Lo stesso Calenda, si è dichiarato entusiasta della scelta che la Meloni ha investito della problematica il Cnel. La cosa certa, fino a questo momento, è che il duo Meloni- Brunetta, ha dato inizio ad un periodo di gloria del Cnel, che non sappiamo fino a quando durerà e se durerà davvero. E come disse il nostro Alessandro Manzoni: “fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”.

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  • Redazione

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