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L’Europa e la Russia: due realtà unite

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Europa e Russia

Perché USA, Francia e Germania vogliono che Putin resti fuori dall’Europa

La storia dei popoli è la guida e non la storia degli stati.

I popoli sono l’anima degli stati, il contenuto umano delle realtà politiche, sono il fine e il mezzo uniti insieme.

Lo studio dei popoli europei non può prescindere dal ruolo che ha sempre avuto nella società, nella cultura, nella filosofia, nella letteratura, nelle arti grafiche e pittoriche, nella musica, nelle arti liberali nel suo insieme dell’espressione del popolo russo.

La Russia è parte dell’Europa e l’Europa intera non è senza la Russia.
Non si può estrapolare un pensiero del genere quale quello di ostracizzare la Russia senza cadere nel ridicolo.

Abbiamo sentito sino alla noia e all’abuso di ogni argomento logico che la Russia è il male, il nemico dell’Occidente, lo Stato da abbattere.

Nessuno ha fatto differenza tra lo Stato, come nomenclatura, e il popolo russo, un popolo profondamente europeo.

Non si può pensare che la Russia, come nazione e come popolo, non stia in Europa.

Il popolo non è mai responsabile delle scelte oligarchiche e lo è ancora meno se queste scelte provengono da un regime non democratico come quello che vige in Russia attualmente.

Siamo abituati ad andare contro corrente e riteniamo che la storia e la geografia dei popoli e delle genti sia la prima cosa da osservare.

L’Occidente cosiddetto democratico e, in particolare, l’Europa come sistema politico, si sono adoperati per fare credere che la Russia sia il “Male assoluto”.

La Russia è l’invasore, è lo Stato che minaccia la stabilità dell’Europa, vuole conquistare l’Europa come ebbe a fare la Germania Nazista, e, da qui, propositi di riarmo e di risveglio guerrafondaio da parte, soprattutto, della Germania e della Francia, “due galli nel pollaio”.

Ma la storia che ci ostiniamo a non studiare ci insegna che la Russia non è altra cosa rispetto all’Europa; la Russia ne è parte integrante ed essenziale.

La Russia, da sempre, fa parte dell’Europa e ne faceva parte nel periodo dello Zar e nel periodo bolscevico-sovietico.

Voler mettere ai margini dell’Europa la Russia è un errore colossale e che può portare, come di fatto sta portando, solo delle conseguenze negative.

La Russia, in primo luogo, non è Putin, come l’America non è Trump, per fortuna, in entrambi i casi, di noi tutti.

Vi è, però, uno schema geopolitico che vuole portare fuori dall’Europa la Russia e ha ben tre protagonisti.

Il primo è Trump che vuole portare verso di sé Putin in tutti i modi, e non la Russia, per allontanarlo dalla potenza silenziosa della Cina.

Questo movimento non ha altro scopo che dividere Russia/Cina per avere un rapporto privilegiato con la prima.

Trump ragiona solo con criteri finanziari ed economici e non di altra natura.

Gli altri che vogliono che Putin resti fuori dall’Europa, e non la Russia, sono Francia e Germania che temono, in maniera egoistica, di perdere quella, secondo loro, egemonia sull’assetto economico e politico dell’Europa stessa.

La terza forza che vuole un Putin distante dall’Europa è la Cina, che, con la sua economia fatta di costi a zero e utilizzo di materiali inquinanti, vuole abbracciare Putin in una morsa micidiale affinché non si avvicini all’America.

Putin sa benissimo tutto questo ed è per questo che, al momento, non si sente e non si vede.

La mossa che dovrebbe fare l’Europa, ma che non farà perché la politica europea, oltre a essere miope è franco-tedesco centrica, è quella di trovare una soluzione reale nel conflitto in Ucraina, smettere di foraggiare il despota ucraino che si è già arricchito a sufficienza e aprire a una fattiva collaborazione con la Russia, che è, per eccellenza e vicinanza, un Paese dell’Europa, come lo è l’Ucraina.

Putin non potrebbe rifiutare e l’Europa, al tempo stesso, avrebbe una stabilità economica e politica e un mercato molto più ampio con costi decisamente più bassi e risorse energetiche primarie a basso costo.

La Russia è parte dell’Europa, come lo è il popolo ucraino, e solo una miope visione dell’oggi può distruggere un radioso domani.

L’Europa si svegli e crei, finalmente, quell’unione di popoli europei nel rispetto delle individualità, peculiarità e sovranità dei diversi Stati.

Vogliamo solo augurarci che tutto ciò non sia tardi per farlo.

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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