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Salis, un atto dovuto scambiato per chissacosa

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atto dovuto

La strumentalizzazione degli eventi

Sabato scorso, Ilaria Salis ha trasformato un’identificazione di routine in un atto d’accusa contro la Repubblica.

“Stato di polizia”, “clima da regime”, emoticon che vomita.

Bonelli e Fratoianni in coro: “Gravità inaudita”.

Fratoianni ha chiesto di convocare l’ambasciatore tedesco. Tutto molto icastico, ma ahimè non esattamente così.

Tre bubbole, smascherate in tempo reale dalla Questura di Roma, guidata dal Questore Roberto Massucci.

Il controllo non riguardava la eurodeputata di AVS, bensì la persona che la accompagnava, segnalata nel Sistema d’Informazione Schengen (SIS) dalla Germania già agli inizi di marzo. La Salis era lì per caso, nel senso più letterale: alloggiava nella stessa stanza.

L’alert era partito dalla Germania (Bundespolizei) nell’ambito del sistema di segnalazioni Schengen, non dall’Ungheria, non dal governo Meloni, non dal Decreto Sicurezza come scritto nei siti e nelle pagine più dedite all’Hype sconsiderato e becero.

Nel momento in cui gli agenti si sono resi conto che si trattava dell’europarlamentare, ogni verifica è stata interrotta senza accedere alla stanza d’albergo. Quindi nessuna perquisizione.

Quanto all’ora di permanenza? La Questura ha precisato: meno di mezz’ora. Il resto è narrazione.

La Salis è arrivata a darsi la zappa sui piedi: «Hanno bussato alla mia porta alle 7.30, non hanno nemmeno fatto il verbale».

Il verbale non è stato fatto proprio perchè una volta appurato che Mr. X (la Questura ovviamente non ha menzionato il soggetto segnalato da Bundespolizei) era in compagnia di Ilaria Salis l’operazione è abortita, non essendo possibile sottoporre a controlli di polizia un deputato italiano senza il parere favorevole della Camera di rappresentanza (articolo 68 della Costituzione).

Nessuna perquisizione e nessuno atto sono stati compiuti. L’intervento della volante è avvenuto su richiesta di un Paese estero, nell’ambito di un sistema di cooperazione internazionale immutato da anni, che non ammette discrezionalità.

I documenti presentati in un Hotel del centro di Roma determinano la segnalazione in Questura che ha una lista di personaggi da controllare. Il controllo scatta in automatica e una volante si presenta presso l’albergo dove il segnalato ha fatto il check in.

Un caso di proterva abduzione da parte di chi ha trasformato un atto dovuto (e automatico) in un caso di Stato.

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