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LA CADUTA DELLE LEADERSHIP OCCIDENTALI – 3

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Le ecoballe dei guardiani del bidone sono l’aspetto penoso della totale perdita di leadership di un Occidente europeo prono alle follie ecologiste.

I bidonari sono coloro che vendono merce scadente, spacciandola per buona, simili ai magliari e ai pacchisti.

I bidonari spacciano merce scadente, ossia l’ambiente, per buona, ossia la natura.

Come i magliari, i bidonari sono esperti nell’arte del raggiro, ossia nel trarre in inganno con artifici vari.

Come i pacchisti i bidonari ti riflilano una cosa per un’altra.

Così è oggi per le leadership occidentali in caduta libera di credibilità e persino di autostima, persa quando si inginocchiarono di fronte ad una ragazzina invece di invitarla ad andare a scuola.

Quell’inginocchiarsi è stato il momento dell’inversione dei ruoli: da leader a mendicanti di consenso o, peggio, a mendicanti di cooptazione e di protezione, ossia vassalli del potere finanziario e delle multinazionali che del bidone green-climatico sono gli autori, gli assertori e i propagandisti.

Lor signori erano anche, o ritenevano di essere, i beneficiari del green – climatico, ma si stanno accorgendo che il bidone fa acqua da tutte le parti.

I vassalli continuano, invece, la parte loro assegnata, vedendosi scappare di mano cooptazione e protezione.

Veniamo alla questione di fondo.

L’ambiente è lo spazio circostante considerato con tutte o con la maggior parte delle sue caratteristiche.

La natura è l’universo considerato nella totalità dei fenomeni che in esso si manifestano e, più compiutamente, andrebbe considerata nella sua definizione greca di physis, ossia di realtà prima e fondamentale, principio di tutte le cose, come ci spiegano i presocratici.

La physis è da intendere come il divenire dell’arché ed è, pertanto generatrice (da phyo, genero, cresco), così come la latina natura deriva dalla radice gna (generare).

La natura, rinviando alla totalità, comprende l’umanità e anche tutti i suoi possibili stati dell’essere e, pertanto, include anche gli aspetti animici, spirituali e tradizionali.

L’ambiente, antropizzato o non antropizzato, comprende solo le “cose” estese nello spazio-tempo e le loro relazioni e, in quanto tale, non solo si presta all’esclusione degli aspetti animici, spirituali e tradizionali, ma consegna l’umanità alla cosificazione, alla scienza positivista e alla tecnica e, conseguentemente, al nichilismo.

Il nichilismo, come ho già scritto nelle puntate precedenti relative alla caduta delle leadership occidentali, nella sue varie declinazioni, è oggi la malattia dell’Occidente e, soprattutto, delle sue élite.

Il nichilismo nella filosofia di Nietzche è quello che promuove e accelera il processo di distruzione degli ideali tradizionali, per rendere possibile l’affermazione di nuovi valori.

In altra declinazione, il nichilismo è la critica radicale demolitrice di ogni filosofia che pretendesse di possedere un reale contenuto di verità.

In una declinazione esistenzialista, il nichilismo afferma che l’esistenza non ha alcuno scopo, per cui non vi è necessità di regole e di leggi.

In queste tre declinazioni del nichilismo (non entriamo nel merito di quella ontologica) è racchiusa gran parte della malattia dell’Occidente e soprattutto delle sue élite che esprimono la leadership, ragione per cui le leadership dell’Occidente sono profondamente ammalate di nichilismo.

I nuovi valori propugnati dai bidonari sono, guarda caso, la negazione delle regole della natura per affermare quelle dell’ambiente, ossia della tecnica, che porta l’umanità verso il transumanesimo.

Per affermare i “nuovi valori” le leadership occidentali, negando libertà di pensiero e di espressione, hanno tentato di imporre il pensiero unico politicamente corretto, utilizzando la propaganda, la censura, facendo strame della democrazia e imponendo la narrazione dei bidonari, dei pacchisti e dei magliari, ossia di chi ci vuole vendere l’ambiente come fosse la natura.

Scriveva in proposito profeticamente Emanuele Severino nel lontano, ma vicinissimo, 1978: “La forza suprema che oggi domina incontrastata su tutta la terra è l’azione scientifico-tecnologica organizzata da un piano economico politico”.[1] Il progetto che sta alla base della forza scientifico-tecnologica è il “dominio illimitato di tutte le cose”.

Nell’ambiente l’essere umano è una cosa e, in quanto tale, è oggetto di dominio illimitato: merce nel mercato del consumo.

L’azione dei bidonisti, dei pacchisti e dei magliari è evidente: scambiare l’ambiente per natura, per renderci oggetti illimitati di dominio.

Ora, smascherati, bidonisti, pacchisti e magliari urlano la loro “verità” che è solo il piagnisteo di chi si vede scoperto.

 

[1] Emanuele Severino, Gli abitatori del tempo – Struttura della storia dell’Occidente e oltrepassamento della critica alienata dell’alienazione, Armando, 1978

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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