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La carica del serpente contro Trump e Netanyahu

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La carica del serpente

La finanza ebraica contro Israele

L’ultima porcheria del serpente a due teste è la narrazione, davvero immonda, che Netanyahu ricatterebbe Trump con i file Epstein e che ci sarebbe pertanto un “Regime Epstein”.

Siamo alle solite. Il diavolo si traveste da angelo. La storia è vecchia come il mondo: trasformare i simboli positivi altrui in simboli negativi oppure appropriarsene dicendo che gli altri se ne sono appropriati.

Heinrich Himmler, ad esempio, nel tentativo di costruire la religione degli ariani (i sedicenti figli del sole) finanziò Otto Rahn per tentare di dimostrare che il Santo Graal era un simbolo ariano del quale si erano appropriati i cristiani.

Un altro esempio? Il pentacolo (stella a cinque punte con una punta in alto) è un simbolo di equilibrio, luce e protezione. Invertendolo (con due punte in alto), viene associato al satanismo, rappresentando il primato della materia sullo spirito o il “capovolgimento” dei valori sacri.

La runa Gebo, rappresentata da una sorta di “X”, è una delle rune più positive del Fubark antico, e simboleggia il dono, lo scambio equilibrato, l’amore e l’unione. Incarna inoltre il concetto di ospitalità, alleanza e generosità, sottolineando l’importanza del dare e ricevere per mantenere l’armonia. Il nazista Guido von List l’ha sostituita con la croce uncinata, che non è nemmeno lo Svastika, simbolo millenario, originariamente di buon auspicio e prosperità.

Apparsa nel Neolitico, è diffusa in tutta l’Eurasia, nelle Americhe e in Africa. Rappresenta la buona sorte, il ciclo della vita, i quattro punti cardinali e il movimento rotatorio. Nell’induismo, è legata al dio Visnù e all’equilibrio. Nel buddismo, simboleggia l’infinito, la mente del Buddha.

Guido von List e i nazisti ne hanno fatto la croce uncinata.

Chi in questi giorni si è inventato il “Regime Epstein” mettendolo in capo a Trump e a Netanyahu è un perfetto allievo di Guido von List. Non c’è verso. I progressisti hanno in testa il paradigma nazista.

Se qualcuno ha avuto rapporti con Epstein è il mondo della finanza e delle monarchie, ossia le due teste del serpente.

Ci sono decine, se non centinaia, di email di Epstein con Ariane de Rothschild. Epstein si presentava come consulente dei Rothschild.

A fare pappa, ciccia e porcherie con Epstein sono stati membri delle case reali europee, a cominciare dall’ex principe Andrea e da sua moglie.

Se c’è un “Regime Epstein” è quello della finanza e delle monarchie neo coloniali. Regime Epstein contro il quale sta operando Trump, per la sua parte, e Israele, non più a conduzione socialista askenazita, dall’altro.

Non è da ieri che i socialisti europei, a conduzione fabiana, fanno parte della lieta compagnia del serpente a due teste e, guarda caso, il fabiano Keir Starmer e il socialista Pedro Sanchez sono scattati al comando, tentando di opporsi all’intervento in Iran e mettendo allo scoperto una frattura che si sta rivoltando contro chi l’ha messa in atto, in quanto rappresenta, di fatto, un siluro sotto la chiglia dell’Unione Europea.

Prova ne sia che la Germania si è messa chiaramente della parte degli Usa e di Israele.

Friedrich Merz ha chiarito:” Sosteniamo gli Stati Uniti e Israele nella rimozione di questo terribile regime terroristico”.

“Eravamo uniti – ha detto Friedrich Merz – nella nostra valutazione del regime dei mullah. È responsabile della brutale oppressione della sua stessa popolazione da decenni. Questo regime ha minacciato l’esistenza stessa di Israele per decenni”.

Secondo Merz, il programma nucleare e missilistico militare dell’Iran minaccia la pace e la sicurezza in tutta la regione.

“L’Iran – ha detto il cancelliere tedesco – diffonde terrore. Questo mette in pericolo i nostri partner e tutti noi”.

La Francia, dal canto suo, intensifica le operazioni in Medio Oriente, con jet Rafale negli Emirati Arabi Uniti e piani per spedire sistemi anti-drone, antimissile e una fregata a Cipro dopo l’attacco alla base britannica di Akrotiri, nel contesto di una crescente escalation regionale. Parigi, inoltre, ha deciso di inviare la portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo.

“Abbiamo accordi di difesa che ci legano con il Qatar, il Kuwait o gli Emirati arabi. Siamo legati anche alla Giordania e ai nostri alleati curdi”, ha aggiunto Macron.

Tentando un cerchiobottismo di facciata, Macron ha poi messo in guardia Usa e Israele sull’operazione di terra avviata in Libano, definendola “una pericolosa escalation e un errore strategico”, criticando al contempo Hezbollah che ha commesso “un grave errore” colpendo Israele per primo.

La Nato, per bocca del segretario Mark Rutte, ha dichiarato mercoledì a Nawsmax che tra i membri dell’alleanza esiste un “ampio sostegno” alla campagna del presidente Donald Trump che prende di mira le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran, nonostante alcuni leader europei abbiano espresso pubblicamente critiche all’operazione.

“La NATO non è coinvolta”, ha dichiarato Rutte -, ma ovviamente gli alleati sostengono sostanzialmente, su larga scala, ciò che sta facendo il presidente e stanno anche consentendo ciò che gli Stati Uniti stanno facendo ora nella regione, eliminando la capacità nucleare dell’Iran e, naturalmente, la capacità missilistica”.

“Il nostro comandante supremo alleato, i nostri militari di alto rango, ma anche, naturalmente, tutti i nostri uomini e donne in uniforme, ci assicuriamo di poter difendere e difenderemo ogni centimetro di territorio della NATO – ha detto ancora Rutte Nel frattempo, siamo molto vicini ai nostri amici e partner in Medio Oriente perché assistiamo a questi attacchi indiscriminati contro gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein, l’Oman, l’Arabia Saudita, il Kuwait e altri paesi della regione. E siamo molto vicini a loro”.

Per quanto riguarda l’Italia, Giorgia Meloni ha chiarito che “non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

“Per quello che riguarda le basi militari – ha ulteriormente chiarito Giorgia Meloni – mi pare che tutti si stiano in realtà attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e al di fuori di quell’accordo non ci sarà un utilizzo di basi spagnole. Significa che non viene messo in discussione quello che prevedono gli accordi e penso che valga per tutti così, vale anche per noi”.

“Noi in Italia – ha aggiunto Giorgia Meloni – abbiamo delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che non ho firmato io, che risalgono al 1954. Che sono sempre stati aggiornati – ha spiegato -. Secondo quegli accordi ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, sarebbe a dire, semplificando, operazioni di non bombardamento. Poi, se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso la competenza sarebbe del governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi però non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.

“L’Italia, come il Regno Unito, come la Francia, come la Germania – ha aggiunto ancora Giorgia Meloni -, intende inviare, diciamo, aiuti ai paesi del Golfo. Parliamo chiaramente di difesa, particolarmente di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche, ma soprattutto perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani e ci sono circa 2.000 militari italiani che noi vogliamo, dobbiamo proteggere. Tra l’altro, il Golfo, non lo devo ricordare, è anche vitale per l’approvvigionamento energetico dell’Italia e dell’Europa”.

Alò can can da varietà dei progressisti andrebbe sempre ricordato che il Governo D’Alema Mattarella ha bombardato la Serbia senza alcuna autorizzazione Onu, usando le basi italiane e gli aerei italiani.

Fatto questo quadro, se la sinistra progressista italiana e una serie di media si allineano a Pedro Sanchez come fosse il nuovo eroe del pacifismo, siamo alle solite, ossia al fatto che il progressismo italiano è sempre allineato con le due teste del serpente, perché quando ti sei venduto alla finanza rimani venduto.

La vicenda iraniana, in svolgimento, ha aperto varie questioni di area.

C’è, ad esempio, la questione dei sunniti del Golfo, attaccati senza motivo e opportunamente difesi anche dagli europei non dipendenti dal serpente.

C’è, per fare un altro esempio, la questione, non da poco, dell’attacco iraniano all’Azerbaigian, da sempre in ottimi rapporti con Israele, che apre una finestra su un’area strategica dove si confrontano interessi russi, americani e turchi.

C’è, infine, una domanda che riguarda i rapporti interni agli Usa. C’è chi si chiede se lo scatenamento della teoria del “Regime Epstein” possa danneggiare la possibile candidatura di J. D. Vance per il dopo Trump.

Vance è strettamente legato a Maga e a quella parte di Maga che critica Trump per il suo interventismo all’estero. Si veda, ad esempio, Tucker Carlson. Sotto tiro potrebbe essere Marco Rubio, più legato al deep state e interventista.

Tuttavia fare i conti in casa agli USA sulla base delle ciarle dei media italiani progressisti e dei lori simili in Europa non ha alcun senso. Gli americani fanno fatica a sapere dove è l’Ucraina, dopo quattro anni di guerra, provate a pensare se sanno dell’esistenza di Repubblica o della Elly Schlein.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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