Home Opinioni La pseudo sinistra e il giardino incantato

La pseudo sinistra e il giardino incantato

0
pseudo sinistra

Come l’astrazione ha ucciso la politica

Penso che l’attuale segretariato del Partito Democratico rappresenti qualcosa di più di un semplice fallimento personale.

Che Elly Schlein non abbia mostrato alcuna capacità, politica beninteso, di dare una direzione chiara al partito o alla coalizione, e che difficilmente possa vincere le primarie di coalizione, è un fatto evidente.

Ma la sua segreteria è anche il sintomo di un fallimento culturale più profondo: quello della cultura che si suol chiamare “woke”.

Questa cultura, che ha avuto a Bologna uno dei suoi epicentri italiani, affonda le radici in una rielaborazione accademica di categorie marxiste, filtrate attraverso il pensiero post-statunitense.

Nata dopo la caduta del Muro di Berlino e il crollo dell’URSS, è stata il tentativo di ridare un’anima a una sinistra rimasta orfana delle sue grandi narrazioni.

Lo ha fatto attingendo a pensatori formatisi nel marxismo – come Angela Davis – e rielaborando quelle categorie in una chiave nuova, che potremmo vedere incarnata, per certi versi, nella figura di Noam Chomsky.

Un’intellettuale, quest’ultimo, che ha trasferito la critica del sistema dai rapporti di produzione ai meccanismi del potere e del linguaggio.

Quello che ne è nato, però, è qualcosa di profondamente diverso dalle sue origini. È una cultura estremamente superficiale, perfetta per l’era dei meme e dei social.

Abilissima nel catturare i giovani, regala la sensazione della grande verità rivelata in poche righe, in un post, in uno slogan. Ma è, in realtà, una cultura che tradisce le sue stesse premesse, e che rivela così i suoi limiti strutturali.

Il primo, e forse più grave, è la sua origine accademica. Non nasce nelle fabbriche, nei quartieri popolari, nei luoghi del conflitto sociale materiale. Nasce nei dipartimenti universitari, nelle aule di lettere e filosofia, in ambienti protetti dove le idee possono essere coltivate senza mai scontrarsi con la resistenza del reale.

I centri sociali, in questa prospettiva, non sono che un’estensione di quel mondo: luoghi popolati dalle stesse persone, con gli stessi linguaggi, le stesse astrazioni. Tanto che, a guardarli bene, certi centri sociali sembrano dipartimenti di lettere, e viceversa. Entrambi sono giardini recintati, dove ci si confronta con i libri, ma raramente con la vita.

Questa origine ha conseguenze precise. Non è una cultura nata dal confronto con la classe operaia, con le sue fatiche, i suoi compromessi, la sua concretezza. Penso a un film come “La classe operaia va in paradiso”: lì il conflitto era dentro la fabbrica, nei corpi, nei turni, nel rumore delle macchine.

Qui, invece, abbiamo a che fare con una realtà meramente infantile, fatta di astrazioni e idealizzazioni. È il pensiero di chi, in fondo, non ha mai avuto la necessità – o forse la possibilità – di crescere, uscendo dal proprio giardino protetto per misurarsi con il mondo così com’è.

Il risultato è un universo manicheo, diviso in buoni e cattivi, paradisi e inferni, con annessi ideali di palingenesi. Un mondo che non nasce dall’osservazione della realtà, ma che si cerca di forzare sulla realtà.

Si parte dall’astrazione, dalla teoria, e si pretende che il mondo vi si conformi. Ma nessuna astrazione, per quanto elegante, può adattare la realtà a sé. E così, tutto ciò che resta è un racconto che si autoalimenta, una narrazione che i membri del circolo si raccontano tra loro, confortandosi a vicenda. Niente di più.

Con un modello simile, fare politica diventa impossibile. Perché la politica è, per definizione, l’arte di confrontarsi con la realtà per trasformarla. Richiede compromessi, richiede di scegliere tra mali minori e beni possibili, richiede di uscire dal proprio giardino e camminare nel fango.

Se rinunci a tutto questo, ciò che resta è solo propaganda: una narrazione vuota, che quando incontra la realtà non la trasforma, ma la peggiora.

Perché la realtà, se non la si vuole capire, finisce sempre per vendicarsi.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui