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IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

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di Vito Schepisi

“È bene precisare che cambiamento climatico e inquinamento sono due cose completamente diverse” (Prof. Antonio Zichichi – fisico )

Bisogna prestare attenzione.
Non si vorrebbe favorire un disegno mondiale dei soliti noti.
Anche dietro le narrazioni drammatiche e la creazione dell’effetto terrore, ci sono sempre quelli che da sempre vogliono fregare i più deboli.
Sono sempre quei signori che dominano la finanza, le borse e le banche, che s’impossessano degli strumenti mediatici e che, a suon di vagonate di biglietti verdi, occupano l’informazione e agevolano la globalizzazione di merci e mercati, cancellando le frontiere, le tipicità e la qualità.
Sono sempre quelli che, in Europa, perché è l’area che ci compete, lavorano per imporre direttive ai governi e condizionano le scelte dei popoli.
E sono sempre coloro che hanno i mezzi e le influenze per vendicarsi contro chi resiste dal farsi fregare.
E se l’obiettivo fosse quello di fregarci ancora?
Con la complicità di innumerevoli “utili idioti” (non mancano mai e se vi guardate attorno ne individuate a decine), stanno mettendo in piedi il nuovo business universale.
Si andrà creando una cupola di privilegiati che dominerà le produzioni, i mercati, i trasporti e l’informazione, e poi tutti gli altri, sudditi e chini, destinati a piegarsi, sottomettersi ed ubbidire.
Si serviranno delle decine di migliaia di miliardi che già girano attorno ai programmi sul clima a cui faranno seguito altre decine di migliaia di miliardi di investimenti inutili.
C’è già la corsa per entrare nel business.
Chi pagherà?
Naturalmente le popolazioni sempre più ridotte al bisogno!
La sinistra in Italia, avrà già in mente una serie di tasse sul cambiamento climatico, come quelle introdotte sulla salute e per l’Europa negli anni ’90, se non addirittura un prelievo notturno sui conti correnti, come quello del sei per mille di Giuliano Amato nel 1992.
Per la gioia della Schlein che invoca la patrimoniale.
Tutte cose già viste in questa Italia saccheggiata e bistrattata.
Ed è come se si volesse mutare la natura. Il clima della Terra, però, non dipende, se non in minima parte, da chi ci vive.
“Il riscaldamento globale – sostiene il Prof Zichichi – è tutt’altra cosa, in quanto dipende dal motore meteorologico dominato dalla potenza del Sole. Le attività umane incidono al livello del 5%: il 95% dipende da fenomeni naturali legati al Sole”.
Già oggi s’osserva che l’informazione, ed i politici a conduzione ideologica, s’allineano sulla direttiva d’appiattire le intelligenze di coloro che non si prestano e non si vendono.
In questo f/losco quadro non manca neanche chi vorrebbe introdurre una legge penale contro i negazionisti dei cambiamenti climatici.
Si fa forse finta di non capire che chi nega, non lo fa tanto sui cambiamenti che s’avvertono e nessuno nega, ma sulla inutilità di creare business e narrazioni strumentali.
Obnubilare i cervelli degli uomini dovrebbe, invece, essere un crimine!
Gli umani, è bene che si dica, col clima non ci possono fare granché, lo dicono tanti scienziati, anche se spesso sono oscurati dai media.
In Italia, oltre Zichichi, anche Franco Prodi, fratello di Romano Prodi (non che sia un titolo di merito!), fisico italiano e studioso di fisica dell’atmosfera, nega la preponderanza significativa dell’azione dell’uomo sui cambiamenti climatici.
E francamente dovrebbe essere più attendibile il parere di tanti illustri scienziati che non quello dell’inventore politico di Aboubakar Soumahoro.
I miliardi che già si spendono potrebbero essere impiegati per altre nobili ragioni, e ce ne sono, comprese quelle di difenderci dagli effetti terribili dei cambiamenti climatici.
La narrazione è truffaldina e serve a dare spazio e visibilità a politici ed affaristi che ci campano assieme a compagni e famiglie.
Resistere, resistere, resistere, perché catturare i cervelli della gente è un’azione disumana.
Anche Hitler ci aveva provato coi suoi medici, nei campi di concentramento nazisti, come con il Dr Josef Mengele, con gli esperimenti anatomici sui detenuti destinati ai forni crematori.

 

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