Ora è necessario tagliare le due teste
Dai file Epstein esce un mostruoso sistema di potere pensato da due teste: le monarchie colonialiste imperialiste e la finanza ebraica degli ebrei eretici e agito da un corpo, quale la rete di Jeffrey Epstein, che ha agglomerato tutti i potenziali soggetti capaci di contribuire al progetto del Serpente, ossia della Cupola satanica.
Mentre emerge l’ombra del faccendiere pedofilo sulle dimissioni di Benedetto XVI e sul suo interesse a inserire lo Ior nella sua rete, grazie all’opacità nota della finanza vaticana (vedi articolo di Desina Novalis), crolla una delle teste della Cupola la corona inglese con il suo retroterra fabiano, mentre emerge sempre più il coinvolgimento degli ebrei Rothschild, la qual cosa mette in evidenza come le due teste della Cupola siano ormai visibili.
Nei confronti della testa regale e fabiana sono scattate le manette e, finalmente, si va oltre la pubblicazione dei documenti per passare alle azioni giudiziarie. Forse sarebbe ora di vedere in azione analoghe manette negli USA.
Arrestato l’ormai ex principe Andrea, ieri è stata la volta di Peter Mandelson.
L’ex eminenza grigia del blairismo fabiano è finito in guardina (poi rilasciato su cauzione) per mano di Scotland Yard con la stessa accusa dell’ex duca di York: “Condotta illecita nell’esercizio di funzioni pubbliche”, per avere nel suo caso spifferato a Epstein (e ad altri businessmen) delicate informazioni governative segrete, utilizzabili a scopo di lucro, mentre era al potere nei primi anni 2000.
Per Carlo III si prospetta, sempre più concreta, l’abdicazione, in quanto chiamato in causa ormai direttamente da più parti, nella sua veste di capo della famiglia reale, su decenni di sospette coperture.
Sotto pressione anche il governo laburista, che dimettendosi darebbe il via a nuove elezioni, chiudendo una fase che ha visto il Regno Unito coinvolto nella strenua difesa di una guerra persa.
Guerra che ora esce dai file di Epstein coinvolgendo la famiglia Rotschild.
Jeffrey Epstein e un membro della famiglia Rothschild, stando ad una mail, discutevano infatti del “colpo di stato in Ucraina” dopo Maidan nel 2014.
Epstein: “Il colpo di stato in Ucraina dovrebbe offrire molte opportunità, molte.” Rothschild: “Mi mancano le nostre conversazioni e spero che tu stia bene. Torno a casa domani sera, sarai libero? E parliamo dell’Ucraina.”

Così, mentre la testa coronata del serpente finisce nella melma, l’altra testa del serpente comincia ad emergere e rivela, sempre di più, il piano sottostante di dominio del mondo da parte della Cupola.
Epstein, infatti, avrebbe svolto un ruolo centrale e remunerato nell’accordo da 45 milioni di dollari tra il gruppo bancario svizzero Edmond de Rothschild e il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel 2015.
Fino al 27 aprile 2015, l’Attorney General (Procuratore Generale / Ministro della Giustizia) era Eric Holder, in carica dal 2009 (nominato da Barack Obama). Dal 27 aprile 2015 in poi (e fino al 2017), l’Attorney General è stata Loretta Lynch, nominata da Obama alla fine del 2014, confermata dal Senato dopo un lungo processo (uno dei più lunghi nella storia) e ha prestato giuramento il 27 aprile 2015.
Al dipartimento di Giustizia, questo il punto, nel 2015 c’erano due procuratori generali nominati da Obama.
A rendere nota la vicenda dell’accordo tra il dipartimento di Giustizia e i Rothschild è il “Financial Times”, che cita centinaia di email rese pubbliche dal dipartimento di Giustizia, oggi diretto da Pam Bondi, nominata da Donald Trump, le quali documenterebbero i rapporti tra Ariane de Rothschild, alla guida del gruppo, ed Epstein.
Alla fine del 2015 la banca, coinvolta in un’indagine per aver aiutato clienti statunitensi a occultare patrimoni, stava negoziando un’intesa con le autorità Usa.
In uno scambio di dicembre, de Rothschild chiedeva a Epstein conferma dell’importo – “45 milioni?” -, ricevendo risposta che, includendo 10 milioni di onorari legali e 25 milioni per lui, “meno di 80” sarebbe stato “un buon risultato”. Pochi giorni dopo, il dipartimento annunciò l’accordo da 45 milioni.
Secondo il Financial Times, tra il 2013 e il 2019 Epstein divenne consigliere d’affari e confidente personale di Rothschild, che dal 2015 assunse la guida operativa del gruppo.
Le email mostrerebbero un rapporto più stretto rispetto a quanto successivamente dichiarato dalla banchiera, che al quotidiano statunitense “Wall Street Journal” aveva parlato di consigli richiesti solo “in un paio di occasioni”.
Nei messaggi, de Rothschild condividerebbe dubbi personali e professionali, mentre Epstein offrirebbe suggerimenti strategici, anche su governance interna e dispute familiari legate all’uso del nome Rothschild.
Ovviamente i rappresentanti dei Rothschild affermano che la manager non fosse a conoscenza della condotta personale di Epstein.
Le comunicazioni rivelerebbero inoltre il coinvolgimento di Epstein in contatti preliminari con istituzioni finanziarie come Ubs, Rockefeller & Co e Julius Baer, nonché nell’organizzazione di un incontro nel 2016 con Apollo Global Management.
Le email mostrerebbero infine scambi su questioni personali, consigli e contatti, delineando un rapporto continuativo. Epstein suggerì anche l’assunzione di figure di alto profilo, tra cui Jes Staley e l’avvocata Kathy Ruemmler.
Attenzione.
Kathy Ruemmler (o Kathryn Ruemmler), nota avvocatessa americana, ex White House Counsel sotto il presidente Barack Obama e fino a poco tempo fa Chief Legal Officer e General Counsel di Goldman Sachs, ha annunciato le sue dimissioni, rese note intorno al 12-13 febbraio 2026, a seguito della pubblicazione di documenti e email dal Dipartimento di Giustizia USA relativi a Jeffrey Epstein.
Pubblicazioni che hanno rivelato una relazione amichevole e prolungata (dal 2014 al 2019 circa) tra Ruemmler e Epstein, inclusi scambi in cui lo chiamava “Uncle Jeffrey” o “sweetie”, accettava regali da lui (come vino e una borsa), discuteva della sua vita personale e lo consigliava su come gestire domande scomode dei media riguardo ai suoi crimini sessuali.
Ruemmler ha dichiarato di aver deciso di dimettersi per mettere al primo posto gli interessi di Goldman Sachs, evitando che la vicenda diventasse una distrazione per l’azienda. In precedenza Ruemmler aveva lavorato come partner e global chair della pratica white-collar defense presso Latham & Watkins, prima di entrare in Goldman Sachs nel 2020.
Non solo America
Come riporta TvSvizzera.it (6 febbraio 2026), le recenti scoperte sui contatti di Jeffrey Epstein con la banchiera Ariane de Rothschild e il direttore del WEF Börge Brende rivelano la profondità della sua influenza negli ambienti del potere svizzero, sollevando nuovi interrogativi sulla sua rete di relazioni globali.
Epstein suggeriva ad altri istituti bancari di assumere Staley, uno dei dirigenti più importanti di J.P.Morgan.
Numerosi e continuativi i messaggi tra Epstein e Ariane de Rothschild, dal 2015 alla guida del gruppo finanziario svizzero Edmond de Rothschild Group, che gestisce asset per 195 miliardi di euro.
Si conobbero nel 2013 e, fino alla primavera del 2019, rimasero in contatto. Frequenti i loro incontri a New York, Parigi, Ginevra, si legge nelle agende del finanziere ora pubbliche. I due arrivavano a consigliarsi persino un giardiniere.
Dalle oltre 4.000 menzioni di de Rothschild nei «files» appare un rapporto personale in cui Epstein impersonava il consigliere a tutto campo: suggeriva strategie finanziarie, assunzioni, dava dritte su come ottenere sconti sulle multe milionarie comminate dal dipartimento di Giustizia statunitense al gruppo elvetico.
L’«eminenza grigia» della baronessa agiva anche da mediatore tra l’istituto e facoltosi clienti. L’ascendente di Epstein era tale che lui si vendeva come «uomo» della famiglia: «Come sai, rappresento i Rothschild», scrisse a Peter Thiel nel 2016.
“Nuove rivelazioni – si legge su TvSvizzera.it – riportano al centro della scena i rapporti tra il finanziere statunitense e due figure di primo piano: la banchiera ginevrina Ariane de Rothschild e il direttore generale del Forum economico mondiale di Davos (WEF), Börge Brende. Una rete fatta di relazioni, incontri e scambi che solleva nuove domande sul ruolo che Epstein ha saputo giocare negli ambienti dell’élite globale”.
“Alcune email recentemente rese pubbliche – continua TvSvizzera.it – indicano che tra il 2013 e il 2019 Epstein avrebbe avuto contatti regolari con Ariane de Rothschild, oggi presidente del gruppo Edmond de Rothschild.
Non solo interazioni professionali: i messaggi suggerirebbero che Epstein offrisse consigli strategici, si esprimesse su questioni bancarie sensibili e intervenisse persino su dinamiche interne alla famiglia. Una sorta di consigliere informale, presente ben oltre il perimetro delle relazioni d’affari”
Il CEO del World Economic Forum, Börge Brende, ha intrattenuto rapporti con Epstein tra il 2018 e il 2019 e il World Economic Forum è qual consesso di alienati che voleva dettare a tutti noi le regole del vivere e che ci ha detto, senza mezzi termini, che dovevamo essere nullatenenti così saremmo stati felici.
Ora la Montagna Incantata di Davos precipita nella cloaca aperta dalla pubblicazione dei file di Epstein.
Le banche
Quale fosse il rapporto tra banche e Epstein è semplice: il pedofilo miliardario portava soldi e clienti, le banche chiudevano un occhio sull’utilizzo che il finanziere faceva dei fondi depositati sui loro conti.
Lo ha spiegato in un interrogatorio, come riporta il Corriere della Sera, James «Jes» Staley, che di Epstein è stato molto più che un consulente finanziario. Staley è stato uno dei dirigenti più importanti di JP Morgan, tanto che il suo nome, dopo la crisi del 2008, finì nella lista dei papabili nuovi ad della banca più grande del mondo; in seguito, dal 2015 al 2021, è stato il ceo di Barclay’s.
Ma, soprattutto, dall’inizio degli anni 2000 è stato uno degli amici più intimi del finanziere pedofilo, che di JP Morgan era uno dei clienti più preziosi. Staley lo difese più volte quando l’istituto voleva chiudergli i conti dopo la condanna, garantendogli la possibilità di continuare ad attingervi anche per sostenere i suoi traffici sessuali.
Ora, ci ricorda il Corriere, i documenti divulgati dimostrano che il banchiere, fino al 2015, è stato uno dei tre amministratori fiduciari del patrimonio di Epstein. Staley aveva sempre negato, anche davanti alle autorità finanziarie britanniche, questo incarico. Emerge pure un testamento – ma non l’ultimo – di Epstein in cui Staley è nominato come esecutore.
Seguiamo la narrazione del Corriere della Sera: “Dai «files» si scopre anche che Staley fu accusato di stupro da una donna che disse di essere stata violentata a casa di Epstein tra il 2011 e il 2012, ma il banchiere non fu mai incriminato. In uno scambio di email del 2010, i due – Staley definiva il finanziere «parte della famiglia» – parlavano di donne e fantasie sessuali legate a principesse Disney: «È stato divertente, salutami Biancaneve», scriveva il banchiere”.
Epstein e la Germania
Quando nel 2013 JP Morgan chiuse i suoi conti, il finanziere si rivolse a Deutsche Bank, trovando le porte aperte. C’è di più: nel dicembre del 2018, Deutsche decise di liberarsi di quel cliente scomodo; ma diversi conti di Epstein restarono attivi, tanto che nel maggio del 2019 aveva ancora depositati quasi 2 milioni di dollari presso l’istituto di Francoforte.
Poche settimane prima, il finanziere aveva prelevato 50 mila euro: «Non è insolito per lui, quando viaggia a Parigi vuole avere con sé del contante», scriveva allora in una mail Stewart Oldfield, che per Deutsche gestiva le relazioni con Epstein.
Solo il 6 luglio di quell’anno, il giorno dell’arresto del finanziere, la banca tedesca chiuse tutti i suoi conti.
Per dare un’ulteriore dimensione al satanico disegno di governo del mondo, si deve aggiungere il rapporto ormai acclarato di Bill Gates con Epstein, considerando che l’inventore di Microsoft ha in mano l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ossia il governo della nostra salute. E cosa abbia combinato l’OMS è argomento che fa tremare i polsi.

Ora il serpente a due teste, che ho descritto in articoli su questo giornale e in un libro, comincia ad essere evidente in tutte le sue componenti.
Una testa nelle monarchie colonialiste. Un’altra testa nella finanza ebraica e, infine, un corpo costituito dalla Cupola che si regge su una rete costituita dal finanziere pedofilo ricattatore Jeffrey Epstein.
Per eliminare il serpente è necessario tagliare le due teste.





