Home Cronaca Epstein pensava a inglobare lo Ior nella sua rete

Epstein pensava a inglobare lo Ior nella sua rete

0
La rete di Epstein sul Vaticano

L’ombra del faccendiere pedofilo sulle dimissioni di Benedetto XVI

I file di Epstein gettano nuova luce sull’interesse del miliardario pedofilo e ricattatore internazionale per l’apparato finanziario del Vaticano durante uno dei periodi più tumultuosi della storia moderna della Chiesa, quando le finanze vaticane furono messe sotto pressione, nel periodo 2012/13, con conseguenze per la Banca Vaticana.

Periodo tumultuoso che portò alle dimissioni di Papa Benedetto XVI.

Tra gli scambi più importanti, come rivela Newsmax, i documenti mostrano un’e-mail del 21 febbraio 2013 inviata all’ex Segretario del Tesoro degli Stati Uniti Larry Summers, nella quale Epstein ha inoltrato – in gran parte letterale – un’analisi originariamente scritta dal giornalista Edward Jay Epstein con l’oggetto: “Cosa c’è dietro le dimissioni del Papa?”

“Il cambiamento più importante in Vaticano potrebbe non essere il ritiro improvviso di Papa Benedetto XVI”, si legge nell’e-mail, “ma il cambio di leadership presso l’Istituto per le Opere di Religione, la Banca Vaticana”.

Nel messaggio si sottolineava che, poiché il Vaticano è uno Stato sovrano, è “esente dalle norme sulla trasparenza non solo dell’Italia ma anche dell’Unione Europea”, uno status che avrebbe consentito “ai clienti d’élite di eludere qualsiasi controllo nei loro trasferimenti di denaro”.

Il contenuto dell’e-mail sottolinea il costante interesse di Epstein per il mondo opaco della finanza vaticana e la sua disponibilità a consultare i massimi esponenti politici al riguardo.

Gli intrighi finanziari in Vaticano non erano certo una novità. Lo IOR è da tempo al centro di controversie, in particolare il crollo del Banco Ambrosiano nel 1982 e la morte del suo presidente, Roberto Calvi, soprannominato “il banchiere di Dio”, trovato impiccato sotto il Blackfriars Bridge di Londra.

Per decenni, i critici hanno descritto l’IOR come un istituto isolato dalla supervisione bancaria internazionale, alimentando sospetti sul suo utilizzo da parte di clienti politicamente esposti o ben introdotti.

Per un finanziere come Epstein, che coltivava l’immagine di un gestore finanziario internazionale con una rete globale di contatti d’élite, lo status giuridico unico della Banca Vaticana potrebbe essere stato particolarmente intrigante.

La sovranità della Santa Sede la poneva al di fuori di molti quadri normativi dell’Unione Europea, almeno nel periodo in questione.

Nel messaggio si sottolineava che, poiché il Vaticano è uno Stato sovrano, è “esente dalle norme sulla trasparenza non solo dell’Italia ma anche dell’Unione europea”, uno status che avrebbe consentito “ai clienti d’élite di eludere qualsiasi controllo nei loro trasferimenti di denaro”.

L’e-mail descriveva la rimozione nel 2012 di Ettore Gotti Tedeschi, allora presidente dell’Istituto per le Opere di Religione, nel contesto di un’indagine italiana su un presunto sistema di corruzione, raccontava che durante una perquisizione nella sua abitazione erano stati trovati 47 dossier riguardanti i “nemici interni” di Tedeschi e sosteneva che le intercettazioni telefoniche rivelavano che temeva di poter essere assassinato perché “conosceva i segreti del Vaticano”.

Nel messaggio e-mail si concludeva osservando che l’avvocato tedesco Ernst von Freyberg era stato nominato alla guida della banca poco prima delle storiche dimissioni di Benedetto.

Summers, allora presidente dell’Università di Harvard, ricevette il messaggio senza che nei documenti pubblicati vi fosse alcuna indicazione che ne approvasse le affermazioni o che agisse in base ad esse.

In seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001, gli standard globali antiriciclaggio si sono notevolmente inaspriti e il Vaticano ha avviato un lento processo di riforma, ma nel 2012 e all’inizio del 2013, l’IOR era ancora ampiamente percepito come riservato e restio a controlli esterni.

Altre email presenti nel repertorio mostrano Epstein fare riferimento ai disordini interni del Vaticano durante lo scandalo “Vatileaks”, quando documenti riservati trapelati dalla Curia denunciavano lotte di potere e accuse di corruzione.

Epstein suggerì che la tempistica della rimozione di Tedeschi e della nomina di von Freyberg fosse più importante delle dimissioni stesse di Benedetto, una teoria che all’epoca circolava ampiamente negli ambienti finanziari e mediatici.

Negli anni successivi, la Banca Vaticana ha intrapreso riforme sostanziali.

Sotto la guida attuale, l’IOR ha adottato standard internazionali di trasparenza, pubblicato relazioni annuali e collaborato alle indagini finanziarie e nel periodo 2024-26, aveva ottenuto lo status di “lista bianca” nelle valutazioni chiave e aveva svolto il ruolo di whistleblower denunciando condotte finanziarie interne scorrette, segnando un netto distacco dal suo passato segnato da scandali.

Gli investigatori che hanno esaminato i documenti hanno affermato che l’interesse di Epstein per il Vaticano era sconcertante.

Sebbene i contorni precisi di tali discussioni rimangano poco chiari, il precedente interesse di Epstein per le strutture finanziarie del Vaticano solleva interrogativi sul fatto che egli considerasse la storia e i conflitti interni della banca informazioni utili per sé e per la sua rete.

La storia finanziaria di Epstein, caratterizzata da una ricchezza straordinaria, da rapporti poco trasparenti con i clienti e da una rete estesa di contatti globali, rende poco sorprendente il suo interesse per la segretezza dell’IOR. La Banca Vaticana, in virtù del suo scudo sovrano e della sua missione religiosa, ha occupato a lungo una zona grigia tra la gestione spirituale e l’alta finanza.

Per un finanziere internazionale abituato a destreggiarsi tra giurisdizioni complesse e transazioni discrete, l’IOR rappresentava una rara combinazione di autorità morale e mistero monetario.

La sua corrispondenza con Summers dimostra la sua preoccupazione per l’intersezione tra denaro, sovranità e segretezza in un momento in cui la Chiesa cattolica si trovava ad affrontare una crisi interna.

 

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui