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NIGER, PUNTO DI SITUAZIONE E RUOLO DELLA DIFESA ITALIANA.

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Antonio Bettelli
La missione italiana di supporto in NIGER (MISIN) assurge (o dovrebbe assurgere) a interesse mediatico per effetto, in questi giorni, del recente colpo di stato perpetrato nella capitale NIAMEY da alcuni rappresentanti della forze militari e di sicurezza nigerine.
Come è noto, nella mattinata del 26 luglio, personale della Guardia Presidenziale al comando del Generale Abdourahmane TCHIANI, ha circondato il palazzo del Capo dello Stato e trattenuto sotto sequestro il Presidente Mohamed BAZOUM. A seguire, nella serata dello stesso giorno, lo Stato Maggiore dell’Esercito del NIGER, per voce del Colonnello Amadou ABDRAMANE, presumibile giovane leader emergente dal golpe in itinere, ha dichiarato il proprio appoggio ai militari rivoltosi e annunciato la destituzione del Presidente BAZOUM. Contestualmente, sia gli Stati Uniti, per voce del Segretario di Stato BLINKEN, e le Nazioni Unite, con il Segretario Generale GUTERRES, hanno espresso accorate note di biasimo per un evento che pone a rischio la delicata regione dell’Africa Occidentale, via via connotata da crescente instabilità. La Economic Community of West African States (ECOWAS), una comunità di quindici Stati dell’Africa Occidentale sotto presidenza nigeriana, ha inviato nel paese confinante il Presidente del BENIN come proprio emissario, ha anch’essa manifestato la propria preoccupazione per l’instabilità provocata dal colpo di stato ai danni della leadership del Presidente BAZOUM e ha convocato una riunione straordinaria degli Stati membri nella capitale della NIGERIA, ABUJIA, domani 30 luglio.
La situazione, al momento, registra l’auto-proclamazione del Generale Abdourahmane TCHIANI quale capo del governo provvisorio di transizione, a premessa, così ha dichiarato il sessantaduenne Comandante della Guardia Presidenziale, del ristabilimento di una nuova forma di governo definitiva. Nel contempo, i confini nazionali sono stati chiusi e nel Paese è in atto un regime di coprifuoco dalle 22:00 alle 05:00. Il Segretario di Stato americano BLINKEN ha ribadito l’appoggio statunitense per il pieno ristabilimento dello status quo ante il golpe del 26 luglio.
La storia del NIGER, quale Stato indipendente dal 1960, al termine di un lungo periodo coloniale dominato, non solo nel Paese ma nell’intera regione, dalla Francia, è costellata dalla successione di ben quattro colpi di Stato. Animata politicamente da una forma parlamentare di tipo repubblicano molto fragile, il NIGER, occupa geograficamente una posizione cruciale nel contesto territoriale africano nord-occidentale. Confinante con LIBIA e ALGERIA a nord, con la NIGERIA e il BENIN a sud, ma anche con CIAD a est, MALI a ovest e BURKINA FASO a sud-ovest, il NIGER è origine e tramite di numerosi traffici illeciti, compreso quello di essere umani. Il suo governo, attraversato dagli effetti di una corruzione pervasiva di tutti i campi dell’agire umano, è sottoposto a numerose influenze internazionali provenienti tanto dall’Occidente, che con la leadership americana sostiene finanziariamente vari programmi governativi di cooperazione e di sviluppo, quanto dall’Oriente, prevalentemente con il tentativo cinese di monopolio dell’approvvigionamento di asset energetici; riguardo a quest’ultimo aspetto, il NIGER ha notoriamente un sottosuolo ricco di risorse minerarie e di idrocarburi, uranio e petrolio in primis.
Nel contesto della crisi in divenire, si è accennato di possibili influenze russe attraverso la Private Military Company (PMC) Wagner, ma gli stessi americani hanno abbassato i toni su questa ipotesi che sembrerebbe seguire più il mainstream mediatico del momento, indotto dal conflitto RUS-UKR, che una credibile influenza di Mosca sul NIGER e sui fatti recentemente accaduti a NIAMEY.
In breve, la situazione in atto parrebbe profilare un’ennesima lotta intestina per il potere, tra interessi di leadership personale – da tempo si attendeva la destituzione del Generale TCHIANI dal suo incarico per decisione del Presidente BAZOUM – ed effetti trasversali derivanti dalle dinamiche di corruzione, in un paese fortemente conteso da Occidente e da Oriente, e soggetto, come detto poc’anzi, a svariati interessi di natura criminale e a commerci illeciti.
In tutto ciò, dando un’occhiata alle poche notizie prodotte dai media nazionali, parrebbe risultare sottotono, quasi sotto traccia, il ruolo che l’Italia esercita nei riguardi dell’organizzazione di sicurezza e militare nigerina.
Non solo la Missione Italiana di Supporto in NIGER (MISIN), dedita alla formazione e all’addestramento del personale delle forze di sicurezza e militari nigerine, con un’estensione d’interesse verso Benin, Mauritania e Nigeria, ma anche il comando sul campo della Missione dell’Unione Europea, EU Military Partnership Mission (EUMPM) in NIGER, il cui Force Commander è un Ufficiale superiore dell’Esercito Italiano.
Ruolo importante quindi del nostro Paese che ben ha compreso, da molto tempo, la centralità del NIGER rispetto a numerose dinamiche sociopolitiche e geo economiche dell’area sub sahariana del Sahel Occidentale.

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  • Redazione

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