La cerimonia ufficiale in Campidoglio alla presenza di molte autorità
Giovedì 19 febbraio nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, si è tenuta la cerimonia ufficiale per il conferimento, alla memoria, del titolo di “Giusta tra le Nazioni” a Emilia Marinelli Valori, madre di Giancarlo Elia Valori.
Un appuntamento solenne, partecipato da moltissime persone ed autorità, denso di memoria e di gratitudine.
Il riconoscimento, deliberato dalla Commissione dei Giusti dello Yad Vashem, rappresenta il più alto e significativo onore conferito dallo Stato di Israele a coloro che, durante la persecuzione nazifascista, salvarono vite umane mettendo a rischio la propria esistenza, mossi esclusivamente dai valori della giustizia, della solidarietà e della dignità umana.
La figura di Emilia Marinelli Valori emerge con forza dalla ricostruzione storica e dalle testimonianze. Nata a Sansepolcro il 5 luglio 1902, conosciuta da tutti come “mamma Emilia”, fu una donna capace di opporsi, con fermezza silenziosa, all’ideologia dell’odio.
Dopo le leggi razziali del 1938, trasformò il magazzino di tabacchi che gestiva con la famiglia a Meolo, nel veneziano, in un rifugio clandestino per ebrei e perseguitati politici.
Non si trattò di un gesto isolato ma di un’attività organizzata e rischiosa: ospitalità, assistenza, protezione. Decine di persone furono sottratte alla deportazione e allo sterminio.
Quando le SS bussavano alla porta per le perquisizioni, lei manteneva una calma disarmante. A rischio della propria vita, non esitò a nascondere i perseguitati in un magazzino, offrendo non solo aiuto materiale ma anche sostegno morale e spirituale, restituendo fiducia nel prossimo quando tutto sembrava perduto.
Nel corso della cerimonia è stato ricordato che Emilia Marinelli Valori era già stata insignita, l’11 dicembre 2009, della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria, conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
E ancora prima, nel 1965, aveva ricevuto la Croce “pro Ecclesia et Pontifice” da Papa Paolo VI. Un percorso di riconoscimenti che testimonia quanto il suo esempio sia stato percepito, nel tempo, come patrimonio morale condiviso.
Alla solenne cerimonia hanno preso parte autorevoli rappresentanti delle istituzioni civili, militari e diplomatiche. Tra gli interventi più attesi, quello di Jonathan Peled, ambasciatore dello Stato di Israele in Italia, dell’avvocato dello Stato Francesco Cocco e del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Parole che hanno richiamato non solo la memoria della Shoah, ma la responsabilità contemporanea di custodire e trasmettere storie come questa, come ha più volte sottolineato Riccardo Pacifici ex Presidente della Comunità ebraica di Roma.
Ma al di là dei riconoscimenti ufficiali e delle citazioni storiche, resta il lato umano che voglio sottolineare in conclusione. Da quando ho il piacere di conoscere il professor Giancarlo Elia Valori, ho sempre ascoltato da lui parole semplici, cariche di affetto e ammirazione per la sua mamma Emilia.
Parole di riconoscenza totale per avergli insegnato il rispetto per gli altri e i valori fondamentali della vita.
Giancarlo Elia Valori è un grande manager, un esperto di geopolitica, una figura capace di leggere scenari complessi prima di molti altri.
Ma è anche, e soprattutto, una persona che tratta tutti con rispetto allo stesso modo: dal Capo di Stato all’ultimo dei cittadini. Un tratto raro, che non nasce per caso. È difficile non vedere, dietro quella cifra umana, l’impronta di “mamma Emilia”.
E in fondo non c’è da stupirsi se una donna capace di educare così suo figlio sia stata anche capace, a suo rischio e pericolo, di compiere azioni tanto decisive per salvare altre vite in un momento di drammatica difficoltà.
La medaglia consegnata in Campidoglio non è solo un’onorificenza alla memoria: è il riconoscimento di un’eredità morale che continua a vivere.





