Il volume ricostruisce mezzo secolo di trasformazioni che hanno ridefinito l’immaginario americano
Storia culturale degli Stati Uniti – Dagli anni Settanta a oggi, a cura di Giovanni Borgognone e Marco Mariano, Carocci editore/Studi Superiori, Roma.
Dalla Nuova Frontiera di Kennediana memoria, all’acronimo MAGA, Make America Great Again. Dal nativismo, al conservatorismo spinto.
Tutto questo con la benedizione di un libero mercato che pareva reggere la competitività.
Una mancata secolarizzazione, una strisciante disaggregazione nel corpo della società. Il contesto musicale, le sottoculture bianche e quelle nere, la grande industria di Hollywood, la grande rivoluzione degli audiovisivi e della digitalizzazione.
Tutte queste realtà che sembravano consolidate ed imperiture, sono messe in discussione. Questi moduli culturali che facevano da collante alla società statunitense, appaiono stanchi e contriti.
Oggi l’età trumpiana rappresenta il vaso di Pandora di un’economia ancora pervasiva ma che rischia di non essere più espansiva.
Il paese avrebbe bisogno di nuovi simboli e di nuove energie per riconquistare quel sex-appeal che l’ha sempre contraddistinta.
Storia culturale degli Stati Uniti a cura di Giovanni Borgognone e Marco Mariano, appena pubblicato da Carocci, è una radiografia importante ed accurata dei grandi avvenimenti che hanno segnato l’America negli ultimi decenni.
Ad inizio volume, la riflessione sulla Intelligenza Artificiale. Scopriamo che il termine fu coniato nella seconda metà degli anni cinquanta dal bostoniano John McCarthy.
Inizialmente il progetto subì una battuta d’arresto essenzialmente per motivi di mancato finanziamento, per poi essere ripreso negli anni novanta del secolo scorso.
Oggi rappresenta una delle più grandi sfide dell’uomo contemporaneo.





