Nulla che vada oltre
Ci sono due domande che andrebbero necessariamente poste a chi in questi ultimi trent’anni circa ha creduto che l’uomo potesse vivere eternamente in pace con sé stesso e il mondo intero.
La prima domanda è: siete davvero convinti, come forse pensavate, che “la storia sarebbe finita” e sarebbe apparso sulla scena del teatro del mondo “l’ultimo uomo”?
La risposta vostra è che siamo noi che non abbiamo capito come non deve e invece come dovrebbe andare il mondo e, quindi, siamo noi che sbagliamo o pecchiamo: contro Dio, l’uomo e l’universo intero.
Per voi, nessun dubbio che “le cose” siano sempre le stesse e vadano più o meno sempre allo stesso “modo” ovvero, in sintesi, che: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Seconda domanda: una volta cancellato, sempre secondo voi, il passato dell’uomo, quale uomo “nuovo” sarebbe apparso?
Un uomo “libero” o “liberato”, genetically correct, un cyborg, un novello golem o semplicemente “l’altro”?
La risposta, pur sempre da parte nostra, è invece: no, “il medesimo”!
Un no convinto, perché – a differenza vostra (!) – abbiamo imparato come specie, nel corso di centinaia di migliaia di anni, ad accettare e condividere il nostro “destino”: individuale, comune e universale.
Nessuno di noi ha bisogno di essere salvato da voi, perché nessuno di noi vive in lotta contro se stesso. A differenza vostra, che invece vivete in un modo e in un mondo alienato e alienante, in attesa perenne di un futuro messia, liberatore o salvatore che sia. Un messia che, come nel corso di centinaia di migliaia di anni così nel tempo di una vita, giammai si vede.
Ciò che, a dire il vero, rivela anche l'”ultimo libro” dell’Apocalisse: qui e ora, non c’è nulla che vada oltre (R. Calasso, Sotto gli occhi dell’Agnello, 2022).


Angelo Giubileo, filosofo, giurista, giornalista e scrittore. Si è occupato e si occupa principalmente della divulgazione e comprensione del pensiero di Parmenide.


