
Come riferisce InsideOver, ENI si è aggiudicata una licenza per l’esplorazione offshore di idrocarburi nella provincia petrolifera della Sirte, in una regione della Libia controllata dalle forze del generale Khalifa Haftar. La concessione è stata assegnata a un consorzio guidato da ENI, ma in partnership con QatarEnergy, segnando un significativo passo avanti nel rafforzamento della posizione upstream nazionale in Libia.
Con una superficie di circa 29mila km² – commenta InsideOver -, il blocco della concessione offre un notevole potenziale esplorativo, comprese ampie aree ancora inesplorate che potrebbero ospitare ulteriori accumuli di idrocarburi. Secondo i termini dell’accordo, ENI gestirà la concessione, con il consorzio che deterrà una quota del 100% durante le fasi di esplorazione e sviluppo. I partner prevedono di condurre attività di esplorazione con metodologie sismiche a 2 e 3 dimensioni e di perforazione durante il primo periodo esplorativo quinquennale. Si prevede che l’accordo venga firmato formalmente a Tripoli entro la fine di febbraio, alla presenza dei rappresentanti della NOC (National Oil Corporation) e dei partner del consorzio.
Dalla destabilizzazione della Libia è la prima volta che ENI torna a ottenere concessioni nella zona del Paese controllata dal generale Haftar, che si oppone al governo di Tripoli internazionalmente riconosciuto, ma la compagnia petrolifera nazionale, proprio in Tripolitania, ha ripreso l’attività esplorativa alla fine dello scorso anno quando il 7 ottobre, dopo 5 anni di stop, ha riaperto l’attività di perforazione onshore e offshore.
La Libia di Haftar è in stretto contatto con la Russia, che da anni ha inviato le sue truppe paramilitari dell’Africa Corp (già Gruppo Wagner) insieme a mezzi e aerei da caccia per sostenere il generale. Anche la Bielorussia ha avviato un’importante collaborazione con la Libia di Haftar.





