
di Gianvito Caldararo
Il sindacato CISL, torna su un suo cavallo di battaglia, cioè la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell’impresa. Nel mese di aprile 2023 è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare per “Una governance d’impresa partecipata dai lavoratori”.
Il documento della Cisl inquadra e giustifica la proposta sulla partecipazione dei lavoratori in un visione ampia del ruolo del lavoro. La nostra Costituzione affida lo sviluppo economico prevalentemente alle imprese private. Questo assunto è ben declinato dalla nostra Costituzione attraverso gli articoli 1, 4, 35, 37, 41 e 46. I padri costituenti non intendevano in alcun modo parteggiare per una categoria o per l’altra, pur tenendo conto della diversità di potere in capo agli imprenditori rispetto ai lavoratori.
I nostri costituenti erano ispirati dalla volontà di valorizzare il lavoro in quanto tale e in quanto strumento di “elevazione” della società sia dal punto di vista economico che etico, “spirituale” per dirla con le parole del citato articolo 4, il quale afferma: “ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.
La parola “elevazione” ricorre per ben due volte nella Costituzione, parlando di lavoro. La troviamo nell’articolo 35 (“cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori) e nell’articolo 46 (“Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”).
La proposta di legge di iniziativa popolare della Cisl mira a disciplinare “la partecipazione gestionale, finanziaria, organizzativa e consultiva dei lavoratori alla gestione delle aziende, proprio in attuazione dell’articolo 46 della Costituzione. Nell’articolo 2 della proposta della Cisl, sono descritte analiticamente i contenuti delle diverse partecipazioni, cioè quella gestionale, quella economico-finanziaria, quella organizzativa e quella consultiva.
Con la partecipazione gestionale, è prevista la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori sia al Consiglio di Sorveglianza e sia al Consiglio di Amministrazione. Per la partecipazione economica – finanziaria, è prevista sia la partecipazione alla distribuzione degli utili e sia aipiani di partecipazione all’azionariato aziendale. Per la partecipazione organizzativa mediante il complesso delle modalità che regolano il coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni relative alle varie fasi produttive e organizzative delle imprese.
Mentre la partecipazione consultiva è da estrinsecarsi mediante l’espressione di pareri e proposte nel merito delle decisioni che l’impresa intende assumere in direzione delle scelte strategiche. La proposta della Cisl prevede anche la istituzione presso il CNEL – Comitato Nazionale Economia e Lavoro – della Commissione Nazionale Permanente per la Partecipazione.
E’ stato, altresì, fatto rilevare che in passato non sempre le parti sociali hanno dimostrato la capacità di regolare i loro rapporti in modo innovativo e positivo per il progresso economico e sociale.
La proposta della Cisl è più che necessaria per vincere questa sfida, come sostiene Tiziano Treu, già ministro del lavoro che definisce: “ambiziosa” la proposta della Cisl e che i temi sollevati siano presi sul serio e discussi nel merito sia dal sindacato, sia dalle associazioni imprenditoriali, e posti all’attenzione del Governo e delle istituzioni nelle modalità che le parti riterranno opportune”.





