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TU QUOQUE PRODI… DOVE ERI

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di Alessandro Roazzi

Prodi per amore nel Pd massacra quelli che lo “animano”. Animano…andiamoci piano, quando uno come Prodi denuncia l’assenza di una idea di Paese, sottomissioni estere, scelte di alleanze (vedi 5 stelle) che privilegiano equilibri di potere, scivolamento verso un partito rassegnato in un Paese rassegnato con proposte di corto respiro, significa che la festa è finita.

Reazione in sala? Uno azzarda: lacrime e contrizione. Macché: standing ovation. Tutti felici …di porgere l’altra guancia. So’ credenti, ovvio, nel potere. Anche in quello che sfugge e che Prodi segnala come sempre più lontano se non si cambia.

Ma quelli hanno la vista buona, possono ignorare la Chiesa che denuncia il divorzio cultura-politica, possono aggrapparsi agli slogan ed anatemi, possono farsi “brutalizzare” da Prodi, ma il potere non lo perdono di vista di sicuro.

Già, ma dove e’ finito? Anzi, visto che ci sono, dove e’ finito anche il Paese? La cosa buffa è che dalla sferzante critica di Prodi emerge una fotografia di una forza politica non certo di sinistra riformista, semmai di consunta destra di potere.

Standing ovation allora come ammissione? Non esageriamo, non nobilitiamo la nullità del pensiero politico come appartenenza…state bboni si potete…

E poi pure Prodi non ha qualche responsabilità?

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