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IL CAMBIAMENTO, PROBLEMA EPOCALE

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di Sergio Restelli

Il tema del cambiamento viene affrontato oggi per due motivi principali. Il primo motivo è il contesto in cui viviamo, caratterizzato da profonde rivoluzioni tecnologiche ed economiche che portano a cambiamenti rapidi e quasi esponenziali nella realtà che ci circonda. Comprendere i macro-temi in gioco in questo contesto è essenziale per poterci muovere e adattarci adeguatamente.

Il secondo motivo è legato alla natura stessa dell’essere umano. Sotto ogni aspetto, che sia evoluzione, biologia, ciclo di vita, cultura, identità, idee o rappresentazioni, si parla di processi, e i processi avvengono attraverso il cambiamento, che è sempre difficile da gestire, come il tema del lavoro, che rappresenta l’intersezione tra questi due poli: il contesto e l’individuo.

Lavoro e cambiamento sono strettamente integrati nella nostra vita. Il cambiamento è il concetto più ampio e universalmente comprensivo esistente, ma allo stesso tempo è storicamente il più difficile da affrontare.

Tutto può essere ricondotto a questa categoria dinamica. Gli esseri umani hanno sempre cercato di conservare la conoscenza su cui si sono basate le loro società, ma hanno anche cercato di evolverla e svilupparla.

Questi due movimenti opposti e. complementari, il conservare e lo sviluppare, hanno portato ad avanzamenti con profonde fratture e a un ritmo estremamente lento.

Il cambiamento più difficile da gestire è quello culturale, non scientifico o di conoscenza. I nostri valori conservatori sono in contrasto con il cambiamento.

La storia del progresso scientifico, che rappresenta un cambiamento radicale nelle fondamenta della nostra conoscenza, si è sviluppato a due velocità.

La prima lenta, inizia dall’evoluzione dell’uomo stesso e arriva alla prima Rivoluzione Industriale intorno al 1750. Nella seconda la velocità è accelerata, con un progresso scientifico che si fa veloce e inarrestabile, grazie a teorie e centri di sviluppo tecnologico sempre più numerosi.

Come reagisce l’essere umano a questa rapida evoluzione? In generale, non reagisce bene. I divari generazionali sono sempre più ampi, e anche i bambini possono notare la differenza tra le generazioni più anziane e quelle più giovani.

Le generazioni passate avevano una prospettiva diversa del mondo che non è necessariamente l’ultima o la più moderna. I cambiamenti introdotti dal progresso tecnologico ed economico modificano il modo di vivere delle persone, influenzando i loro valori e le loro credenze.

Tuttavia, se da una parte siamo disponibili a migliorare il nostro tenore di vita grazie alla tecnologia, dall’altra siamo meno inclini a cambiare le nostre idee.

Le nuove idee non ci sembrano più familiari. Spesso le nostre opinioni sul mondo del lavoro non sono il risultato delle nostre idee, ma sono fortemente influenzate dal contesto in cui viviamo, dall’educazione, dalle esperienze, dalle paure e dai pregiudizi.

Per formare un’opinione sulle cose, non è sufficiente avere accesso alle informazioni di prima mano, ma è necessaria anche la volontà di accoglierne la verità sottostante. La disponibilità a cambiare è il maggior ostacolo che dobbiamo affrontare, poiché culturalmente siamo più inclini a conservare che ad accogliere il nuovo.

La gestione dello stress legato al cambiamento è un tema cruciale nell’ambiente lavorativo. Il cambiamento destabilizza perché toglie l’individuo da una condizione di sicurezza e lo proietta in un’incertezza. La paura di non farcela e il senso di debolezza intrinseco all’essere umano sono alla base della resistenza al cambiamento.

Le tecniche proposte per affrontare il cambiamento spesso funzionano poco, poiché i contesti sono sempre diversi e l’automatismo non è efficace. La gestione del cambiamento richiede conoscenze tecniche e la capacità di adattarsi creativamente a situazioni in continua evoluzione, tenendo conto delle intuizioni e modulando le conoscenze in modo sistemico.

In conclusione, nel mondo del lavoro è importante considerare il peso delle competenze tecniche e dell’intelligenza plastica. Chi si concentra solo sulla competenza tecnica rimane legato all’automatismo, con conseguenze negative sul mercato del lavoro. La consapevolezza del cambiamento e la capacità di adattamento sono fondamentali per affrontare con successo le sfide che il cambiamento ci presenta. 

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  • Redazione

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