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Pd e 5 Stelle: cadute le maschere

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Trovo surreale il silenzio di Elly Schlein ogni volta che il M5S si rende protagonista di episodi imbarazzanti come quello di ieri, quando il partito di Marco Travaglio, cui Giuseppe Conte a volta sembra che faccia da prestanome, è stato l’unico a non votare una risoluzione pro-popolo iraniano.

Fatico a capire come si faccia ad essere ancora “testardamente unitari” con chi ha alle spalle una storia quindicennale di sostegno a dittatori, oppressori e torturatori e ancora oggi, come dimostra la vicenda Ascari, flirta con chi ha rapporti quanto meno opachi con il terrorismo internazionale.

Considero incredibile che si riesca far finta di nulla, mentre il partito che si propone ai propri elettori come principale alleato invoca il diritto internazionale per difendere Maduro e gli ayatollah, ma poi se ne dimentica quando c’è da solidarizzare con le vittime delle autocrazie.

È nauseante che nessuno chieda a questi scappati di casa (o, meglio, da dacia) come possa il disarmo dell’aggredito, da loro teorizzato e perseguito con ogni mezzo, non decretare la vittoria ingiusta del criminale aggressore.

Non so veramente cosa spinga un partito che si chiama Democratico a non provare vergogna nell’andare a braccetto con chi disconosce i valori della democrazia, della libertà e con chi riscrive il concetto di “pace” per legittimare la negazione dell’autodeterminazione dei popoli.

È finito il tempo dei silenzi, delle omissioni e delle ambiguità. In momenti come questi, in cui tutti i valori sui quali la nostra società e l’Europa sono fondate, vengono messi in discussione, si deve dire da che parte si sta. Che non significa scegliere tra Sensi, Quartapelle e Picierno da una parte e Bettini e Conte dall’altra. Ma quale idea di paese si ha. Se uno che continui a guardare verso Bruxelles, Madrid, Londra, Parigi e Berlino e a farsi costruttore di democrazia, o piuttosto uno che scenda a patti con sterminatori, invasori e chi disconosce i diritti e le libertà più elementari. Se si lotta per un mondo più giusto e più equo o si legittima la sopraffazione, flirtando comodamente con chi vorrebbe applicare solo la legge del più forte.

Insomma se si sta con gli oppressi o coi tirapiedi dei loro oppressori.

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  • Redazione

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